La colla per topi è un metodo che provoca la morte del roditore dopo una lunghissima agonia. Durante l’attesa il topo cercherà di liberarsi emanando lamenti strazianti e infetterà l’ambiente circostante con peli, feci ed urina.

La colla per topi, purtroppo di libera vendita, malgrado la Protezione Animali ne chieda da tempo il divieto, non uccide solo l’animale bersaglio ma spesso anche innocui gechi, pipistrelli, farfalle, uccelli e qualsiasi essere vivente che abbia la sventura di venirne a contatto. Spesso tra le vittime ci sono anche i gatti in quanto predatori naturali dei topi che provando a catturarli vengono aimè appiccicati anch’essi, riportando lesioni fisiche.

In America è stata proibita la pubblicità della colla per topi perché considerata una dei pesticidi meno umanitari alla pari con i peggiori veleni a morte lenta.  Esistono in realtà molti metodi più efficachi che consetirebbero di catturare il topo senza nemmeno doverlo toccare.

Noi di Democrazia Verde proponiamo che ogni comune fornisca degli strumenti alternativi di cattura, che non prevedano la morte della craturina. Una volta raccolta, un membro del Ministero degli Animali si occuperà di recuperare l’animale il quale sarà inviato alla sede a Roma, dove verrà inserito in un grande Parco Divertimenti per roditori, dove potranno continuare a vivere senza più causare disturbo a nessuno.

I ratti infatti dovrebbero essere rimossi dalle città, perché causa di molte pericolose malattie, come il tifo murino, la trichinellosi, e la schistosomiasi che ogni anno infetta circa 40 milioni di persone.  Essi non possono nemmeno essere spostati in zone naturali, perché andrebbero a danneggiare l’ecosistema e le specie zootecniche. Il Parco Divertimenti del Ministero degli Animali, ispirato al Rat Park degli anni 70 della Simon Fraser University, risulta quindi la migliore scelta, sia per le persone, sia per la natura, sia per i ratti stessi.