I cacciatori ipotizzano un “allarme volpi” che non c’è – questa la dichiarazione a caldo della LAV in replica a quanto affermato in un articolo a nome di Libera Caccia -, tutt’altro, l’allarme e’ legato ai rischi connessi all’attivita’ venatoria, primo fra tutti quello di venire uccisi o feriti dai fucili da caccia, come riportato dal sito vittimedellacaccia.org!

In realta’ il problema dell’interazione tra gli animali selvatici e le attivita’ umane che invadono gli ambienti dove questi svolgono il loro ciclo vitale,  molto serio e degno di approfondimento, ben oltre le “sparate” dei cacciatori.

Ogni agricoltore/allevatore, e’ a conoscenza che la corretta custodia esercitata nei confronti degli animali di bassa corte puo’ azzerare le perdite dovute alla predazione della volpe, mentre sulla diffusione della rabbia della quale potrebbe essere portatrice la volpe, la LAV rimanda Libera Caccia a raccogliere le necessarie informazioni all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ed a quanto, nel suo sito web, afferma sulla diretta responsabilita’ dell’attivita’ venatoria nella diffusione della rabbia “Gli interventi di prelievo diretto delle volpi non sono in grado di determinare un decremento della popolazione con effetti duraturi. Al contrario, l’eliminazione degli individui residenti puo’ sortire effetti peggiorativi, perche’ provoca fenomeni di immigrazione di individui dalle aree limitrofe verso i territori rimasti liberi, movimenti che possono accelerare la diffusione dell’infezione.” Resta il nodo delle predazione esercitata dalle volpi nei confronti della fauna selvatica di interesse venatorio, attivita’ necessaria alla sopravvivenza stessa delle volpi, ma invisa ai cacciatori. Questi ultimi, infatti, non tollerano l’idea di lasciare qualche lepre e fagiano a disposizione del piccolo predatore ed e’ questo il motivo per cui tutte le province italiane consentono di prendere a fucilate le volpi anche in zone dove la caccia e’ vietata, al solo scopo di favorire la riproduzione di animali che in quelle zone vengono poi catturati per essere traslocati in aree cacciabili.

In conclusione e’ necessario quindi prendere atto che lo sterminio delle volpi, invocato da Libera Caccia, non e’ affatto la soluzione. Rappresenta invece l’inutile sterminio di migliaia di animali e l’incremento del rischio per i cittadini legato alla caccia che, solo nella scorsa stagione, ha determinato la morte di 24 persone ed il ferimento di altre 87 (fonte: www.vittimedellacaccia.org).

Un massacro ancor piu’ inaccettabile quando ad essere uccisi sono i cuccioli di volpe e le loro mamme che con l’arrivo di ogni primavera sono stanati e fucilati sul posto al solo scopo di non intralciare la passione sanguinaria dei cacciatori.