EULTIMATUM

Democrazia Verde ha diverse proposte per migliorare la cooperazione tra gli Stati (es: un trattato internazionale per l’insegnamento dell’Interlingua) e vede nell’Unione Europea una creazione politica ambigua che necessità di improvvise riparazioni.


CAPIRE E RISOLVERE L’UNIONE EUROPEA

 

1) DEMOCRATICITA’ ASSENTE

2) IL PROBLEMA DELLA MONETA

3) SOVRANITA’ E PIENA OCCUPAZIONE

4) L’EULTIMATUM

5) IN CASO DI RIFIUTO: ITALEXIT


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1 – DEMOCRATICITA’ ASSENTE

L’Unione Europea non è democratica. Il progetto UE non è mai stato il progetto di una democrazia, bensì quello di una dittatura “finalizzata a creare una democrazia”.

Attraverso questa DITTATURA del partito rivoluzionario si forma il nuovo stato e attorno ad esso la nuova democrazia. (Manifesto di Ventotene) [1]

Questa storia l’abbiamo già sentita, sia con la dittatura del proletariato comunista [2], sia con quella della terza via fascista [3], quindi sinceramente non ci ispira molto sicurezza.

2 – EURO: MONETA O STRUMENTO DI CONTROLLO?

Il principale motivo con cui oggi si manifesta questa mancanza di democraticità in Europa è l’euro. L’euro non è una semplice moneta, ma uno strumento di controllo, che senza un governo democraticamente eletto rischia di favorire gli interessi privati dei capitali finanziari, e quindi di sfavorire il popolo europeo.

Questo problema era già evidente agli economisti post keynesiani 40 anni fa, quando la moneta unica europea era solo un progetto sulla carta. Nel 1971 l’economista e professore di economia dell’Università di Cambridge, Nicholas Kaldor, scriveva:

Si commette un errore pericoloso nel credere che l’unione politica e monetaria possa precedere l’unione politica o che opererà (come si legge nelle parole del rapporto Werner) “un agente di fermentazione per la creazione di una unione politica della quale nel lungo non sarà in ogni caso in grado di fare a meno”. Poiché se la creazione di una unione monetaria e il controllo della Comunità sui bilanci nazionali saranno tali da generare pressioni che conducono ad una rottura dell’intero sistema, è chiaro che lo sviluppo dell’unione politica sarà ostacolato e non promosso.

Ed è andata esattamente così. L’Unione Europea doveva essere la fase intermediaria di passaggio tra la Comunità Europea e gli Stati Uniti d’Europa, o almeno così ci era stato promesso. Ma come ha predetto Kaldor questo obiettivo è andato a sparire completamente per la stessa natura dispotica dell’UE, tant’è che il Presidente della Commissione Europea Jucker ha affermato nel 2016:

Credo sia venuto il momento di chiarire alcune cose: dobbiamo smetterla di parlare di Stati Uniti d’Europa. Non possiamo indurre in errore i cittadini. Noi non avremo mai gli Stati Uniti d’Europa. L’UE, e quindi la Commissione Europea devono concentrarsi su altre grandi sfide.

Se l’obiettivo era fin dall’inizio la semplice incatenazione delle economie degli Stati, perché non dircelo subito?


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3 – SOVRANITA’ E PIENA OCCUPAZIONE

Entrando nell’UE noi abbiamo ceduto una parte importantissima della nostra Sovranità, la sovranità monetaria, cioè il potere di battere moneta, quindi di gestire la nostra economia, e quindi di realizzare la Piena Occupazione.

Anche di questo eravamo stati avvisati dal Professor Kaldor 40 anni fa:

L’Unione monetaria e il controllo della Comunità Europea sui bilanci impedirà ad ogni singolo stato membro di perseguire autonome politiche di Piena Occupazione.

Abbiamo fatto un’azione vietata dall nostra Costituzione, ovvero una cessione di sovranità []  perché pensavamo di entrare in un’unione economica più forte che ci prometteva la Piena Occupazione, come si può vedere sia nell’articolo 145 del TCE.

Sia nell’articolo a cui rimanda, ovvero l’articolo 3 comma 3 del Trattato sull’Unione Europea.


Questo però non è accaduto e non sta accadendo. Perché? Non solo manca la volontà di farlo ma, a quanto affermato dal Presidente Europeo Juncker il 1 Marzo 2017, manca proprio la possibilità:

Sulla disoccupazione non facciamo altro che incontrarci, proponiamo di ridurla ma questo è fuori dalle possibilità UE, possiamo stimolare gli investimenti ma ciò non porta alla riduzione sistematica della disoccupazione. L’UE non può ridurre la disoccupazione.

Questo ci porta direttamente alla nostra proposta di legge.


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4 – L’EULTIMATUM

Nel diritto internazionale con “Ultimatum” si intende l’intimazione attraverso la quale uno Stato comunica ad un altro le proprie ultime proposte e le proprie condizioni irrevocabili. Le nostre richieste alla Commissione Europea sono TRE:

1 – Che l’euro diventi la Moneta Sovrana dell’Unione Europea.
Attualemente l’euro viene emesso su richiesta dei mercati. Non lo fa, ma se volesse farlo la BCE avrebbe il Potere di emettere a piacimento la sua moneta come qualsiasi Banca Centrale del mondo, come affermato dallo stesso capoeconomista della BCE Peter Praet:

In principio possiamo creare moneta e distribuirla alle persone.

Come ogni Moneta Sovrana, infatti, l’euro non può finire, in quanto viene creato dal nulla, ma può essere emessa a piacimento. Ciò lo conferma lo stesso presidente della BCE Mario Draghi che in un’intervista alla domanda “La BCE può finire i soldi? “ rispose:

Beh, tecnicamnte no. Non possiamo finire i soldi.

E continuò:

Abbiamo ampie risorse per far fronte a tutte le nostre emergenze.

Infatti la BCE ha creato dal nulla quantità enormi di denaro in varie occasioni, purtroppo inutili per l’economia reale del popolo ma utili solo per il mercato finanziario, come il Quantitative Easing. Evidentemente l’UE non ritiene le persone senza lavoro, le imprese che chiudono e i suicidi per la disperazione un’urgenza.

Peccato, perché secondo la legislazione italiana non dovrebbe essere così. Per questo la sentenza della Corte Costituzionale 275 del 2016 pubblicata il 16 dicembre afferma testuali parole:

È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.

I Trattati UE invece funzonano al contrario: essi hanno posto gli equilibri di bilancio ad un livello superiore rispetto alla Costituzione e i suoi diritti costituzionali.

2 – L’abolizione del Pareggio di Bilancio
Abbiamo capito che l’attuale interesse dell’Unione Europea non è garantire diritti e piena occupazione, ma la stabilità della moneta, e cioè che il valore dell’euro non debba diminuire tramite spinte inflaizonistiche. Questo spinge le politiche dei governi europei a perseguire il pareggio di bilancio, ovvero agire come se non fossimo in un regime fiat, ma bensì in un gold standard (che invece è stato abolito nel 1971) vietandoci di fare una spesa pubblica superiore alla tassazione.

Purtroppo l’idea alla base che non fa scendere in piazza i cittadini europei contro la BCE è quella secondo cui, se lo Stato facesse una spesa pubblica superiore alla tassazione, ci sarebbe inflazione. Ovvero il classico mantra che “più crei denaro in circolo, più esso perde valore”.

L’abbiamo sentita dire molto spesso in televisione e dai politici, peccato però che questa idea sia completamente falsa. Come spiega l’economista Mike Norman:

Gli USA emettono il dollaro e possono spenderne a piacimento. L’unico limite da tenere in considerazione è l’inflazione: che può essere generata dalla spesa pubblica, e questo accade solamente quando il governo spende oltre la capacità produttiva dell’economia, in altre parole, quando ogni persona in grado di lavorare è occupata e quando tutte le risorse sono esaurite, e si continua a spendere. Allora si può avere in flazione.

E aggiunge, in merito alla situazione americana.

Sinceramente, con una disoccupazione al 9% e milioni di sottoccupati, una capacità industriale ampiamente sotto il suo potenziale, milioni di case invendute, e tutto il potenziale in eccesso, quello che dovremmo fare è incrementare la domanda. Il governo dovrebbe stimolare la domanda spendendo in infrastrutture, educazione, assistenza sanitaria, ricerca di base, trasporti e energie alternative. Questo è quello che abbiamo fatto in passato, questo è ciò che ha creato il capitale che è passato di generazion in generazione e a ha arricchito il Paese, ed è esattamente ciò che non facciamo ora perché siamo sviato da questo insensato problema di rimanere senza soldi, che è impossibile.

La situazione italiano è molto simile, tranne per il fatto che noi non disponiamo più del potere di emettere moneta. Comunque, se non ti sembra di aver capito bene questo punto sull’inflazione, e vuoi approfodire con qualcosa più tecnico e articolato CLICCA QUI per la spiegazione del professore di economia John T. Harvey pubblicata su Forbes.

Infine, ammesso e non concesso, che si verificasse un po’ di inflazione… chi ci andrebbe (davvero) a perdere? Il popolo? O le élite? CLICCA QUI per leggere l’approfondimento.

3 – Creare la Piena Occupazione

Noi di Democrazia Verde vogliamo solo che i trattati a cui l’Italia ha aderito inizialmente siano rispettati, e che ciò sia fatto nell’interesse di TUTTI i popoli europei, proprio per il sentimento di fratellanza universale alla base dei valori del nostro movimento. La nostra richiesta è giusta e legittima, non c’è più tempo, la sofferenza economica del popolo europeo deve terminare.

La terza imprescidinbile richiesta quindi è che la BCE e la Commissione Europea inizino da subito dei Programmi di Lavoro Garantito europei. Come detto nel punto due, un aumento di spesa pubblica non genera inflazione se utilizzato in maniera produttiva. Quello che suggeriamo noi è che l’UE faccia ciò che Martin Luther King chiedeva per aiutare i neri d’America:

« Per il flagello della disoccupazione nei ghetti neri, il governo armeggia con mezze misure, rifiutandosi ancora di divenire datore di lavoro di ultima istanza. Chiede alla comunità economica di risolvere i problemi qualificando i passati fallimenti come successi. »

“Datore di lavoro di ultima istanza” vuol dire che lo Stato si fa carico dei disoccupati, assumendoli nel settore pubblico ad una paga inferiore a ciò che prenderebbero per lo stesso lavoro nel settore privato. Dopo che la disoccupazione sarebbe assorbita dallo Stato l’economia ripartirebbe, perché ci sarebbe maggiore fiducia nel mercato.

Chi è senza un reddito tende a risparmiare, e se risparmia i negozi vendono meno, e se vendono meno sono costretti a licenziare, e chi viene licenziato perde il reddito, quindi il cerchio riparte in una spirale deflazionistica. Solo lo Stato può invertire questa spirale, creando posti di lavoro e quindi redditi, e quindi aumentando le vendite dei privati, che avranno bisogno di nuovo personale. A quel punto, lo andranno ad assumere proprio nel settore pubblico, perché offrirebbero stipendi più elevati.

 « I deficit sembrano rappresentare una spesa dissoluta e peccaminosa a scapito delle generazioni future che saranno lasciate con una dotazione più piccola di capitale investito. Questa fallacia sembra derivare da una falsa analogia sull’indebitamento da parte degli individui. La realtà attuale è quasi l’esatto opposto. I deficit incrementano il reddito netto disponibile degli individui. Questo potere d’acquisto aggiuntivo, una volta speso, finisce ai mercati per la produzione privata, inducendo i produttori a investire in capacità aggiuntiva degli impianti, che formeranno parte del patrimonio reale del futuro. Questo va aggiunto a qualsiasi pubblico investimento effettuato in infrastrutture, istruzione, ricerca, e simili. »
(William Vickrey (premio Nobel Economia 1996), in Fifteen Fatal Fallacies of Financial Fundamentalism, 1996)

Per fare questa operazione, che in termini economici si chiama “ERL” e un esempio famoso storico è il Piano Jefes del 2002 in Argentina, è necessario che la Banca Centrale spenda a deficit, ovvero che lo Stato posso emettere denaro a proprio piacimento senza dover tagliare da qualche altra parte per rientrare nel pareggio di bilancio, anche perché se così fosse si contraddirebbe quella che il più grande economista della storia, John Maynard Keynes, chiamava “La Verità Fondamentale, che non dev’essere mai dimenticata”, ovvero:

« Ogni volta che qualcuno taglia la sua spesa, sia come individuo, sia come Consiglio Comunale o come Ministero, il mattino successivo sicuramente qualcuno troverà il suo reddito decurtato; e questa non è la fine della storia. Chi si sveglia scoprendo che il suo reddito è stato decurtato o di essere stato licenziato in conseguenza di quel particolare risparmio, è costretto a sua volta a tagliare la sua spesa, che lo voglia o meno. »

Per questi motivi per fare il Punto 3 è necessario prima attuare il Punto 2.
Warren Mosler, il fondatore della teoria monetaria moderna, ha dichiarato inoltre:

« Questo programma non andrebbe contro i valori fondanti dell’Unione Europea. Il principale compito che ha la Banca Centrale Europea è quello di mantenere la stabilità dei prezzi e la mia proposta va proprio in questo senso, dato che combatte tanto l’inflazione quanto la deflazione. Semmai, il problema è di ordine politico. »


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5 – IN CASO DI RIFIUTO: ITALEXIT

L’UE avrà 90 giorni per esprimersi con una risposta. Se la Commissione Europea e la BCE si mostreranno contrari a collaborare e a rispettare gli stessi trattati a cui fanno riferimento, se preferiscono dare peso allo spaurazzo liberista dell’inflazione piuttosto che alla dignità e alla vita dei cittadini europei, noi, come Ex-Repubblica, riscatteremo nuovamente la nostra indipendenza economica seguendo le procedure stabilite dall’art. 50 TFUE per negoziare l’uscita dell’Italia dalla UE.

RISCHI AD USCIRE DALL’EURO?

Secondo lo studio della Sorbona, la fine dell’euro comporterebbe una sostanziale stabilità per una nuova lira rispetto alla moneta unica oltre ad una maggior competitività sui mercati mondiali. Inoltre secondo lo studio dell’Observatoire Français des Conjonctures Economiques “Bilanci del dopo Unione Monetaria Europea: una valutazione del rischio di ridenominazione” il nostro Paese è quello che ha meno rischi in assoluto derivati da un’uscita dall’Euro.

 

DOVREMMO ANCHE USCIRE DALL’UE?

Avremmo preferito uscire semplicemente dall’eurozona, ma chi ha progettato ciò sembra aver volontariamente omesso una regola per uscirne. O almeno così è ciò che afferma Jacques Attali, uno dei creatori del Trattato di Maastricht, cioè dell’eurozona, mostrando una poca prepodispozione alla democrazia:

Ci siamo accuratamente dimenticati di scrivere l’articolo del trattato che permettesse l’uscita da Maastricht.

Una volta usciti dall’eurozona e dall’UE, l’Italia valuterà tramite un referendum consultivo se rientrare nell’UE esclusivamente come Stato con Deroga (come la Svezia) o semplicmenete rimanerne fuori. Un referendum che in altri Paesi (come la Svezia) è stato fatto, ma che a noi non hanno mai chiesto.

Quel che è certo, però, è che l’Italia, con Democrazia Verde al governo, fuori o dentro l’UE, e con la sua moneta sovrana, inizierà finalmente ad attuare politiche di piena occupazione con lo Stato datore di lavoro di ultima istanza.

 

 

 


[1] Il Manifesto di Ventotene è stato scritto da Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Altiero Spinelli. Quest’ultimo, considerato dagli storici il padre dell’Unione Europea, è quel pacifista che nel Diario Europeo [(1948-1969) Il Mulino, 1989, p. 175] scriveva « Per quanto non si possa dire pubblicamente, il fatto è che l’Europa per nascere ha bisogno di una forte tensione russo-americana, e non della distensione, così come per consolidarsi essa avrà bisogno di una guerra contro l’Unione Sovietica, da saper fare al momento buono. »

[2] « Abbiamo visto sopra che la prima tappa della rivoluzione operaia consiste nel fatto che il proletariato si elevi a classe dominante, ossia nel raggiungere vittoriosamente la democrazia. Il proletariato si servirà del suo dominio politico per togliere via via alla borghesia tutto il capitale, per concentrare nelle mani dello stato tutti gli strumenti della produzione, ossia nelle mani del proletariato organizzato come classe dominante, e per aumentare con la massima velocità possibile le forze produttive. » (Manifesto Comunista)

« Nella Critica del Programma di Gotha (1875) Marx scrive che: “tra la società capitalistica e la società comunista vi è il periodo della trasformazione rivoluzionaria dell’una nell’altra. Ad esso corrisponde anche un periodo di transizione, il cui Stato non può essere altro che la dittatura rivoluzionaria del proletariato”. Secondo Marx la dittatura del proletariato è solo una misura storica di transizione, che mira tuttavia al superamento di sé medesima e di ogni forma di Stato. » (da Protagonisti e testi della filosofia, volume C, N. )

« Ma perché non si potrebbe conseguire quest’obiettivo senza la dittatura di una classe? Perché non si potrebbe passare direttamente alla democrazia “pura”? Perché soltanto la dittatura della classe oppressa permette di uscire da una società nella quale una classe ne opprime un’altra. Il proletariato vedrà – tanto più presto quanto più completa sarà la dominazione dei suddetti “capi” – che il solo modo di aprire la strada al socialismo sarà quello di sostituire allo stato borghese. La dittatura del proletariato emanciperà l’umanità dal giogo del capitale e dalle guerre. La dittatura del proletariato emanciperà l’umanità dal giogo del capitale e dalle guerre. »  Vladimir Lenin, “Democrazia e Dittatura”, 1918.

[3] « Il fascismo è un metodo, non un fine; se volete, è “una autocrazia sulla via della democrazia”. »
Benito Mussolini, dall’intervista concessa all’inviato speciale Shaw Desmond del Sunday Pictorial di Londra il 12 dicembre 1926 e riportata come Mussolini rivela il suo segreto in Il Popolo d’Italia, n. 297, 14 dicembre 1926, XIII

[4] La nostra Costituzione prevede che la Sovranità appartiene al popolo, e quindi non può essere assolutamente ceduta. Altresì parla “limitazioni di sovranità”, e non “cessioni”. L’articolo che ne parla è il numero 11, il cui argomento trattato è la “pace” e non l'”economia”, infatti l’articolo stesso chiarisce che le limitazioni di sovranità sono consentite solo per questioni di “pace e giustizia”, e non “stabilità economica” o menate varie.

[5] Divese persone affermano che l’Unione Europea si rifà alle concezioni illumistiche, e viene citato quasi sempre Kant. Ciò è falso. Kant, che nella sua Pace Perpetua parlava già di unire il mondo in una federazione di Stati, spiega come la Libertà, l’Uguaglianza e la Fratellanza siano elementi necessari per creare un’unione, elementi che oggi sono del tutto assenti nell’UE moderna pilotata dalla Germania. Critica inoltre l’esistenza di una figura o un organo che abbia un potere assoluto come quello di un Imperatore, organo che oggi ritroviamo nell’UE sotto il nome di BCE. Infatti, la funzione primaria dell’Imperatore, che lo identificava come tale nell’antichità, era il potere di emissione (cioè di battere moneta). La parola “Europa” nemmeno appare nel testo.