La gestione dei beni architettonici, ambientali e naturali dovrebbe privilegiare soprattutto gli elementi tipici del territorio, cioè quelli autoctoni ed è quello che Democrazia Verde si propone di fare soprattutto in ambito ambientale.

Le piante autoctone sono piante originarie o arrivate in un dato luogo con mezzi naturali, senza l’intervento dell’uomo. Tutti gli esseri viventi rivestono, nel luogo d’origine, un ruolo ben preciso e sono in equilibrio con gli altri elementi dell’ambiente. Ogni specie ha un valore naturalistico e storico, in quanto rappresenta la storia di una porzione del territorio e della sua evoluzione nel tempo. Una storia di milioni e milioni di anni, se pensiamo che le forme attuali derivano dal primo degli eoni geologici nella storia della terra, cioè l’Archeozoico. Le piante del nostro territorio rappresentano un valore storico di estrema importanza e voler eliminare una pianta di origine con una pianta esotica è come voler sostituire la torre di Pisa con una imitazione della torre Eiffel perché semplicemente più apprezzata nel mondo, distruggendo però la cultura e la storia di quel territorio.

Come è incredibile che si possa distruggere o modificare un monumento, dovrebbe essere altrettanto incredibile che si possa distruggere o modificare la natura alterando l’ecosistema.

Nella storia, l’uomo ha sempre avuto un ruolo principale nel modificare gli ambienti circostanti, con ritmi superiori a quelli dell’ambiente naturale, per garantire un miglior adattamento di vita spesso in contrasto con ciò che la Natura ha modellato. Le azioni dell’uomo sull’ambiente portano a una diminuzione della biodiversità, portando non solo l’estinzione di molte specie autoctone ma introducendo nell’ambiente anche pericoli per la salute dell’uomo e degli animali che vivono nei nostri territori esattamente come gli inglesi e gli spagnoli importarono numerose malattie nelle Americhe portando all’estinzione di molti nativi americani.

Le specie invasive sono state introdotte per molti motivi: crescono velocemente, sono più resistenti, uso come piante ornamentali perché più piacevoli da vedere esteticamente, come è accaduto recentemente a Milano. L’idea è di Marco Bay, architetto milanese che ha pensato di ornare le aiuole poste davanti alla cattedrale di Milano con palme, banani e fioritura rosa con bergenie, ortensie, ibisco, il tutto sponsorizzato da Starbucks, la quale caratteristica che accomuna tutte le multinazionali è quella di rendere gli ambienti uniformi. Una corsa all’omologazione, finalmente puoi prendere un coffee sturbucks proprio come a Miami anche se sei a Milano. Molte sono le polemiche dei cittadini e noi di Democrazia Verde siamo concordi nel pensare che all’abbellimento di un’aiuola nel centro di Milano sarebbe stato più opportuno piantare alberi autoctoni quasi in via di estinzione nei nostri territori, più consoni al clima milanese.

L’obiettivo principale di Democrazia Verde è quello di creare piccoli polmoni all’interno delle città, sempre coerenti con la progettazione delle smart city, rintroducendo alberi autoctoni appartenenti alla famiglia delle aceraceae (acero campestre), pinaceae (abete rosso, larice, pino mugo, pino uncinato, tasso), Cupressaceae (Ginepro comune, tubifero), betulla, Ontano verde, crespino, agrifoglio, bosso, Coronilla emerus, il maestoso Carpinus betulus, noce, nocciolo, faggio, sambuco, viburnum lantana, e tantissime altre specie che arricchiscono i nostri paesaggi da moltissimi anni.

Altro svantaggio delle piante esotiche è che portano con sé anche insetti e malattie a cui il nostro habitat non è in grado di resistere. Le palme portano con sé numerosi insetti che possono danneggiare le piante dei nostri territori come la cocciniglia cotonosa o la mosca bianca che se si diffonde in tutto il territorio può causare danni all’agricoltura. Le piante esotiche come la panace di Mantegazzi e l’ambrosia provocano allergie, irritazioni cutanee e ustioni. La grafiosi dell’olmo, causata da un fungo il Ophiostoma ulmi di origine asiatica e introdotto nei nostri territori intorno agli anni 30’, ha devastato una buona parte degli olmi europei che utilizziamo per il legno molto pregiato.

L’introduzione di piante esotiche quindi comporta delle enormi spese per il territorio ospitante che deve prevenire la diffusione di malattie sia per la pianta esotica sia per le tutte le altre piante del territorio.

Le eccezioni per la diffusione di piante esotiche è consentita solo per la capacità di alcune di stabilizzare il terreno come il Melia azedarach che è originario dell’Asia meridionale dove si coltiva per il suo legno da costruzione ed è una pianta adatta alle zone marine utilizzata nelle opere di consolidamento di scarpate e terreni franosi.

Le specie locali si sono adattate, attraverso la selezione naturale, all’ambiente in cui vivono nel corso di milioni di anni, imparando a convivere con le condizioni fisiche, chimiche, climatiche e con gli altri viventi, per cui non è necessario spendere soldi perché sono perfettamente integrate nel territorio e sanno difendersi molto bene dagli agenti esterni.

Democrazia Verde ci tiene molto all’ambiente in cui viviamo e vuole migliorarlo attraverso la biodiversità ed ecosostenibilità.