Libro Verde: Argomentazioni Antivegane

Cercate di vedere il veganismo nella sua concezione più ampia – qualcosa che vada al di là del trovare una nuova alternativa alle uova strappazzate per il vostro toast o una nuova ricetta per il dolce di Natale. Siate consapevoli del fatto che siete parte di qualcosa di grande, qualcosa che non è mai stato provato fino a 60 anni fa, e qualcosa che sta andando incontro a tutte le critiche possibili che uno possa inventarsi. Ed è qualcosa che non presuppone settimane o mesi di studi delle tabelle nutrizionali o il leggere libri dei cosiddetti esperti – è qualcosa che implica il prendere atto di alcune cose e metterle semplicemente in pratica.
Donald Watson, fondatore del veganismo

Abbiamo deciso di dividere le argomentazioni (anche se sarebbe più corretto parlare di opinioni) utilizzate dagli antivegani per alimentare la propaganda specista.

ARGOMENTAZIONI PSEUDO-SCIENTIFICHE
“L’ORGANISMO DELL’UOMO E’ FATTO PER MANGIARE CARNE”
“L’UOMO NON E’ FRUGIVORO, E TANTOMENO ERBIVORO. E’ ONNIVORO.”
“ABBIAMO I CANINI, QUINDI DOBBIAMO MANGIARE CARNE”
“NON ESISTE NESSUNA DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA CHE AFFERMA CHE SIAMO FRUGIVORI”
“NON MANGIARE CARNE FA MALE”
“IL LATTE SERVE AI BAMBINI PER CRESCERE”
“NON E’ VERO CHE LA CARNE LAVORATA PROVOCA IL CANCRO”
“NON E’ VERO CHE LA CARNE ROSSA PROVOCA IL CANCRO”
“LA CARNE FA BENE, LO DICE UNO STUDIO SCIENTIFICO”

ARGOMENTAZIONI PSEUDO-SOCIALI
“Il VEGANISMO E’ UNA DIETA PER RICCHI”
“IL VEGANISMO E’ UNA NUOVA MODA”
“NON MANGIARE CARNE E’ DA STUPIDI, ESSERE VEGANI DANNEGGIA IL CERVELLO”
“SE NON MANGI CARNE COSA MANGI?”
“L’OMS HA DETTO CHE LA CARNE E’ CANCEROGENA, MA E’ PAGATO DALLE LOBBY VEGANE”
“HO SMESSO CON CARNE E LATTE, MA IL FORMAGGIO E’ IMPOSSIBILE, NON RIESCO A FARNE A MENO.”
“SE TU FOSSI SOLO SU UN’ISOLA DESERTA CON UN MAIALE, MANGERESTI IL MAIALE O MORIRESTI DI FAME?”

“NON SI DEVE OBBLIGARE I BAMBINI AD ASSUMERE UNA DIETA VEGANA”
“IO AMO GLI ANIMALI, NON C’ENTRA NULLA CHE MANGIO CARNE”

ARGOMENTAZIONI PSEUDO-ETICHE
“GLI ANIMALI NON HANNO COSCIENZA”
“LA MORALE E’ SOGGETTIVA”
“OK LA CARNE FA MALE, MA BASTA MANGIARNE POCA”
“ANCHE LE PIANTE SOFFRONO”
“IL VEGANISMO CREA POVERTA'”
“I VEGANI SONO NEVROTICI”

ARGOMENTAZIONI PSEUDO-STORICHE
“IL CONSUMO DI CARNE HA FATTO EVOLVERE L’UOMO”
“HITLER ERA VEGETARIANO”
“MIA NONNA HA SEMPRE MANGIATO CARNE ED HA CAMPATO 100 ANNI”
“L’UOMO HA SEMPRE MANGIATO CARNE”

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“L’UOMO E’ ONNIVORO. IL NOSTRO ORGANISMO E’ FATTO PER MANGIARE CARNE”

Se andiamo ad analizzare le caratteristiche di un orso (onnivoro) e di una scimmia (frugivora) possiamo subito renderci conto che la scimmia è senza dubbio molto più simile a noi:

  1. Assenza di artigli a mani e piedi (impossibilità di afferrare la preda bloccandola conficcando gli artigli)
  2. Mano prensile tipica del raccoglitore di frutti (presenza del pollice)
  3. Intestino lungo (difatti le proteine animali che nel nostro lunghissimo intestino rimangono per molto tempo si putrefanno e creano tossiemia)
  4. Danno da colesterolo con conseguente ictus, aneurisma, infarto (ingerendo il grasso animale tendiamo ad otturare i nostri vasi sanguigni con placche di colesterolo)
  5. Canini deboli (impossibile per un essere umano uccidere a morsi una mucca, strapparle la carne e mangiarla in maniera selvaggia, cruda e sanguinante)

Queste sono solo alcune caratteristiche fisiche che non ci accomunano ad onnivori e carnivori. Inoltre, molte delle malattie sono causate da un ambiente acido, e i prodotti animali sono i più acidi in assoluto, mentre gli antiossidanti contenuti in frutta e verdura alcalinizzano e disintossicano attivando meccanismi di guarigione.

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“L’UOMO NON E’ FRUGIVORO, E TANTOMENO ERBIVORO. E’ ONNIVORO.”

 

Per rispondere a questa argomentazione bisogna prima fare una premessa e spiegare per bene il significato di questi termini.

Frugivoro è una sottocategoria degli Erbivori, così come gli Insettivori sono una sottocategoria dei Carnivori.

Gli Erbivori sono coloro che si nutrono principalmente di piante e vegetali. Può capitare che gli erbivori si nutrano di animali, ad esempio quando le mucche brucano l’erba ingeriscono molto spesso gli insetti, e da questi ne ricavano elementi nutritivi.

Ciò non significa però che la mucca sia onnivora, poiché per la sua salute si deve nutrire principalmente di vegetali.

Allo stesso modo i Carnivori si nutrono prevalentemente di carne, ma mangiando la preda ingeriscono inevitabilmente anche lo stomaco e le interiora, che, logicamente, contengono vegetali sia in fase di digestione che già digerite, e da questi ricavano elementi nutritivi.

Cosa sto cercando di dire con questo? Semplice.

La tassonomia alimentare è una convenzione umana, che non serve a descrivere animali che si nutrono principalmente di un alimento, poiché gli animali si nutrono inevitabilmente di tutto, ma serve a spiegare quali alimenti servono ad un animale per avere una salute corretta.

Ad esempio uno studio ha dimostrato che aumentando la quantità di grasso ingerita in un anno ad un cane e ad un umano, solo il secondo percepisce effetti negativi, mentre il primo no. Questo semplicemente perché il cane è onnivoro mentre l’uomo è frugivoro.

Questo discorso serve inoltre a spiegare come mai i primati sono frugivori anche se si nutrono, a volte, di carne di piccoli animali e di insetti. Un animale fa parte di una categoria alimentare non se si nutre esclusivamente di tali alimenti, ma solo se tali alimenti sono conformi con la sua salute.

Ci sono infiniti studi scientifici che dimostrano che carne e derivati animali sono dannosi per l’organismo umano, anche se il lobbying agroalimentare cerca di dimostrare il contrario. Per un approfondimento vi rimando al documentario Forks over Knives.

In realtà, se volessimo essere onesti, si potrebbe dire che non esistono animali onnivori. Ogni animale ha la sua nicchia ecologica. E dal punto di vista genetico-etologico l’uomo non è cambiato.

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“ABBIAMO I CANINI, QUINDI DOBBIAMO MANGIARE CARNE”

Si tende a pensare che solo gli animali predatori abbiano i canini, ma ciò è semplice ignoranza scientifica. Esistono diversi animali che si nutrono di solo piante e possiedono i canini come noi.

Ad esempio i cammelli:

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Oppure i pipistrelli frugivori:

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O il cervo cinese:

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Anche animali antichi, oggi estinti, come il Tiarajudens eccentriche, il quale aveva la capacità di rigenerare i denti come gli squali:

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Usare i denti come modo per argomentare in favore dell’idea che l’uomo sia carnivoro/onnivoro può essere considerata una buona idea soltanto da persone ignoranti in odontoiatria animale. Infatti l’uomo non è dotato di carnassali, i tipici denti che caratterizzano i carnivori (come i leopardi, leoni, tigri) e gli onnivori (come orsi, cani, procioni, lontre) semplicemente perché non lo è. In realtà l’essere umano è come tutti gli altri primati: un frugivoro.


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“SE NON MANGI CARNE COSA MANGI?”

Esistono oltre 70.000 piante commestibili nel mondo. Perché ostinarsi a mangiare pezzi di animali morti in decomposizione?

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“ANCHE LE PIANTE SOFFRONO”

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Gli animali e le piante appartengono a regni viventi completamente differenti: primi discendono dai protozoi, mentre i secondi dai cianobatteri. Gli animali hanno sviluppato un sistema nervoso centrale che gli permette di percepire il dolore tramite precisi rivelatori che si chiamano nocicettori, completamente inesistenti in funghi e piante. Addirittura i nocicettori sembrano essere assenti anche in molti insetti.

Quando qualcuno afferma che le piante soffrono e di averlo letto su qualche rivista scientifica è probabilmente vittima della propria ignoranza funzionale o di quella del giornalista. Le piante hanno delle connessioni che gli permettono di percepire luce e calore, ma nulla di più. La sensazione che provano non è altro che un segnale di pericolo o danneggiamento che serve a segnalare una parte danneggiata per farla rimuovere facendola morire e rimpiazzandola con cellule nuove.

Negli animali invece la funzione di dolore è di fondamentale importanza per far spostare l’intero organismo dalla fonte di danneggiamento. Da ciò si può evincere chiaramente che l’evoluzione non ha dato il dolore alle piante ma solo agli animali per un semplice motivo: quest’ultimi possiedono capacità di movimento.

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“NON ESISTE NESSUNA DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA CHE AFFERMA CHE SIAMO FRUGIVORI”

Quando vengono chieste a un onnivoro le prove di ciò che sostiene, ovvero che l’essere umano sia anatomicamente predisposto per nutrirsi di animali, si avrà come risposta un’espressione demente e uno sguardo nel vuoto.
Questo perchè, non trattandosi di un animale onnivoro, non esiste alcuna prova o motivazione scientifica anatomica, medica o biochimica a sostegno di questa tesi.
Con questa semplice domanda la persona comune entra in crisi profonda e si trova a constatare che tra la montagna di argomenti difensivi a sua disposizione, non ne esiste neanche uno che sia effettivamente scientifico e supportato da bibliografia.
Al massimo, nel caso si tratti di un onnivoro accademico, potrebbe provare a ingannarvi con il classico trucchetto che consiste nel farvi notare che i denti umani sono totalmente diversi da quelli dei ruminanti, cosa alquanto ovvia tanto quanto irrilevante, dato che non siamo certo ruminanti.
Del resto, se andiamo ad analizzare direttamente le opere più importanti, troviamo tutta un’altra realtà rispetto a quella che ci viene subdolamente inculcata dalla cultura attuale tramite luoghi comuni e documentari fuorvianti.
Charles Darwin, naturalista e padre della teoria dell’evoluzione, nota come le caratteristiche umane, anche in comparazione con quelle dei primati, lo collochino come animale frugivoro da clima tropicale.
In qualunque periodo e in qualunque luogo, quando e dove ciò possa essere seguito, è probabile che l’uomo, allorché cominciò a perdere la sua veste di peli, abitasse un paese caldo; e ciò doveva essere stato favorevole ad un regime frugivoro, del quale, giudicando dall’analogia, egli deve aver vissuto.
– Charles Darwin, The Descent of Man, and selection in relation to sex.
Georges Cuvier, biologo e autore di classici fondamentali dell’anatomia comparata, ci spiega che la struttura umana, dai denti alle mani, è da frugivoro, e che quindi il nostro cibo naturale è solo vegetale.
Il cibo naturale dell’uomo, se consideriamo la sua struttura, dovrebbe consistere in frutta, radici, ortaggi. Le sue mani gli consentono facilmente di cogliere tutto ciò; d’altro canto, le sue mascelle corte e di forza media, i suoi canini uguali (di pari lunghezza) agli altri denti e i suoi molari a forma di tubero non gli permetterebbero né di brucare l’erba né di divorare la carne, a meno che egli non renda questi cibi commestibili attraverso la cottura.
– Georges Cuvier, Le Règne Animal
Linneo, medico, botanico e naturalista, padre della classificazione scientifica degli organismi viventi, classifica l’uomo a fianco dei primati come caratteristiche e dieta, sottolineando che quella vegetale è l’unica adatta.
I frutti e le piante commestibili costituiscono il nutrimento più appropriato per l’uomo.
– Carl Linnaeus (Linneo), Amoenitates Academicae
Thomas Bell, zoologo e chirurgo, nel suo libro dedicato ai denti (cosa per cui gli onnivori vanno matti con i loro canini), afferma tutto il contrario di ciò che comunemente ci viene detto, ovvero egli afferma che la struttura dei denti e la fisiologia umana sia da frugivoro e totalmente inadatta al carnivorismo.
L’uomo è nato come animale frugivoro probabilmente tropicale (…) Questo concetto deriva principalmente dalla natura dei suoi denti e dell’apparato digerente, oltre alle caratteristiche della sua pelle e degli arti.
– Thomas Bell, Anatomy, physiology and disease of the teeth
La lista potrebbe andare avanti a oltranza se citassi anche articoli e lettere, includendo molti altri scienziati di importanza e fama altissima, ma ho preferito fermarmi alla bibliografia personalmente verificata (fatta eccezione per il testo in latino che però è riportato come veritiero su siti autorevoli).
Qui molte altre citazioni:
Se qualcuno non è d’accordo, è pregato di presentare una citazione con tanto di nome e autore del libro in cui viene affermata la natura onnivora dell’uomo, e viene descritta l’anatomia e la funzionalità dedicata al consumo di animali.
Grazie.

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“IL VEGANISMO E’ UNA NUOVA MODA”

Il termine “vegan” è piuttosto recente (1944) ma lo stile di vita che descrive è sempre esistito nel corso della storia, e spesso ostacolato da tiranni e fanatici religiosi. Una cosa che non è saputa infatti è che la Chiesa cattolica ha sterminato migliaia di persone colpevoli di non volersi nutrire di animali.

I ° SINODO DI BRAGA
Se qualcuno reputa cibi immondi le carni, che Dio diede in uso agli uomini e, non per disciplina del suo corpo, ma perchè li ritiene immondi, si astiene da essi in modo da non gustare neppure verdura cotta con la carne, come dissero Manicheo e Priscilliano sia anatema.

PAPA GIOVANNI III :17 LUGLIO 561-13LUGLIO 574
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Alcuni esempi famosi di popolazioni sterminate per essere colpevoli di non mangiare carne sono i manichei, i catari, gli albiginesi, i bogomili… ma ne esistono molti altri.
Purtroppo non è difficile immaginare perché l’ideologia carnista si sia facilmente radicata nella mente degli uomini occidentali come una forma mentis irremovibile di fronte a tanta violenza e censura coercitiva. La Chiesa è stata probabilmente l’entità più specista della storia dell’umanità, e quella che più di chiunque altro ha alimentato la cultura della violenza e della sopraffazione nei confronti degli ultimissimi.

CATECHISMO
2417 Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine è dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l’uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili.

Qui ho stilato una lista di molti personaggi famosi della storia che hanno vissuto con un’alimentazione priva di alimenti animali: tra di loro Pitagora, Platone, e molte altre persone vissute più di duemila anni fa, che probabilmente non stavano seguendo la “moda” del momento.

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“Il VEGANISMO E’ UNA DIETA PER RICCHI”

Questa “argomentazione” seppur breve, contiene due addirittura due errori.

  1. Il veganismo non è una dieta. La pratica di non mangiare carne e derivati animali si chiama “vegetalismo”, e può avere motivi sia religiosi che etici. Il vegano è colui che non SFRUTTA gli animali, quindi il vegetalismo è solo uno dei suoi principi, ma non l’unico. Il vegano non caccia gli animali, non li indossa, non li sfrutta per divertirsi (con come come circo, corrida e combattimenti animali) e non li tortura in nessun modo originale che possa venire a qualche mente malata umana.
  2. Un vegano può avere un’alimentazione equilibrata senza dover comprare necessariamente alimenti costosi. Al contrario, in proporzione agli alimenti di origine animale e alle proteine ricava gli alimenti vegetali hanno quasi sempre un prezzo inferiore.

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“NON MANGIARE CARNE E’ DA STUPIDI, ESSERE VEGANI DANNEGGIA IL CERVELLO”

La maggior parte degli uomini più intelligenti della storia, come Leonardo da Vinci, Einstein, Tolstoj, Voltaire, etc. non mangiava carne. (qui la lista)

Ciò non significa che il consumo di carne danneggi l’intelligenza, ma probabilmente esiste una maggiore sensibilità nei confronti degli animali nelle persone dotate di un Quoziente Intellettivo più alto.

Ovviamente sono infiniti anche i casi di psicopatici privi di provare compassione addirittura verso i propri simili ma dotati di un’intelligenza fuori dal comune, perciò è stupido cercare una connessione tra consumo di carne e facoltà mentali.

Questo confronto ha senso solo se si ritiene stupido sostenere una pratica che la scienza ha dimostrato come altamente distruttiva nei confronti del pianeta in cui viviamo, ed ancor più stupido se si considera che questo è l’unico pianeta che abbiamo a disposizione.

In realtà comunque la scienza afferma ben altro, ovvero che chi non mangia la carne è più intelligente, e che mangiare la carne danneggia il cervello. La carne la responsabile dell’eccesso di metalli pesanti nel nostro corpo. Uno studio svolto a Boston ha determinato che le persone che ingeriscono molta carne vaccina hanno una peggiore funzione cognitiva rispetto per esempio ai vegetariani. Inoltre i consumatori di carne hanno un terzo di probabilità in più di sviluppare l’Alzheimer.

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“L’OMS HA DETTO CHE LA CARNE E’ CANCEROGENA, MA E’ PAGATO DALLE LOBBY VEGANE”

In realtà l’industria della carne e derivati è sempre al primo posto per le spese effettuate nel mondo del lobbying. Ad esempio nel trattato TTIP si trova al primo posto, in netto distacco dall’industria farmaceutica e dell’alta finanza.

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A praticare lobbying e a pilotare questo pericolo trattato infatti troviamo organizzazioni come Eucolait. Cos’è? Vi lascio la descrizione tratta direttamente dal sito:

Eucolait, l’Associazione Europea del Commercio dei prodotti lattiero-caseari, rappresenta gli interessi degli esportatori, importatori e europei grossisti di prodotti lattiero-caseari. Fondata nel 1959, Eucolait oggi ha oltre 500 aziende associate in 16 Stati membri dell’UE e di un certo numero di membri associati al di fuori dell’UE.
Eucolait promuove gli interessi del commercio caseario verso le istituzioni europee. Abbiamo anche agire come una piattaforma di discussione e incontri per le imprese europee e internazionali del commercio di latte e di fornire un servizio di informazione senza precedenti per i nostri membri.

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“GLI ANIMALI NON HANNO COSCIENZA”

In realtà la scienza ha ampiamente dimostrato il contrario. Qui un approfondimento.

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“LA MORALE E’ SOGGETTIVA”

Oggettiva è quella morale dettata da un complesso di princìpi ritenuti eticamente corretti per vivere rispettosamente all’interno di una comunità, da questa ogni individuo sviluppa una propria morale soggettiva che integra o limita la prima in funzione soprattutto di una personale attitudine.

Per questo motivo si può ritenere soggettiva una morale che sostiene la distruzione del pianeta in cui viviamo e la sottrazione di terre a popoli che per colpa di questa scelta moriranno di fame, ma ciò sarà una morale eticamente condannabile a chiunque è capace di distinguere il bene dal male.

– Come fa lei a giustificare la distinzione fra buono e cattivo, ossia, in base a quale criterio li distingue?
– BERTRAND RUSSELL: Non ho più giustificazioni di quando distinguo il blu dal giallo. In questo caso qual è la mia giustificazione? Vedo che sono colori diversi.
– Eccellente giustificazione. Lei distingue il blu dal giallo mediante la facoltà visiva, ma con quale facoltà distingue il bene dal male?
Con la sensibilità.
– È proprio questo che volevo sapere. Secondo lei, il bene e il male hanno rapporti con la sola sensibilità?
Ebbene, se mi domando perché certi oggetti appaiono gialli e altri blu, posso, più o meno, trovare una risposta grazie alla fisica; in quanto alla domanda perché giudico buona una cosa e cattiva un’altra, c’è probabilmente una risposta dello stesso genere, ma la questione non è stata ugualmente approfondita e, di conseguenza, non potrei rispondere.
– Prendiamo il caso del comandante di Belsen. Il suo comportamento viene giudicato cattivo e riprovevole da lei e così pure da me. Ad Hitler, invece, doveva sembrare probabilmente una persona buona, anzi eccellente. Sicché lei dovrebbe ammettere che per Hitler era buono ciò che per lei antiteticamente è cattivo.
No. Non ho intenzione di spingermi così oltre. Penso che si possa sbagliare qui come in altre cose. Se lei soffre di itterizia, vede gialli oggetti che non lo sono: e sbaglia.

Bertrand Russell, matematico e premio Nobel per la letteratura, per chi non lo sapesse, è considerato da molti da molti il più grande intellettuale vivente del XIX secolo.

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“CONSUMARE LA CARNE HA FATTO EVOLVERE L’UOMO”

Contrariamente alle bugie che vengono divulgate dagli studiosi onnivori non è grazie alla carne che il cervello si è sviluppato. E’ stato, probabilmente, invece, l’amido delle piante come il professor Nathaniel Dominy, dell’università di Dartmouth spiega nel suo articolo “The nutcracker man”. “L’abilità umana di digerire l’amido è stata probabilmente il fattore più determinante nello sviluppo del nostro cervello secondo la ricerca dell’Università della California- Santa Cruz e l’Arizona State University. In confronto ad altri primati noi abbiamo più copie del gene AMY1 responsabile dell’enzima amilasi salivare che aiuta a scomporre l’amido. Questo ha reso possibile ai primi umani digerire i cibi pieni di amido come le patate o il grano. Nel tempo, l’accesso ai carboidrati potrebbe aver aiutato a dare agli umani la spinta necessaria a differenziarsi dagli altri primati. Credere che la carne sia benefica al cervello è una nozione assurda. Se la carne contenesse una pozione magica in grado di far evolvere il cervello, come mai Albert Einstein, che non mangiava carne, elaborò la Teoria della Relatività prima che lo facessero gli squali, i serpenti e le iene? E come mai le ancora esistenti e carnivore società tribali non hanno inventato i computer o le macchine? (Gary Yurofowsky)

Gli antivegani sostengono che la carne abbia contribuito a far evolvere l’essere umano, ma ciò è vero?

L’evoluzione dell’uomo, ovvero l’ecefalizzazione, è legata alla riduzione dell’altezza del canino. Se fosse vero che l’uomo è diventato intelligente mangiando la carne sarebbe esattamente l’opposto.
Alcuni storici affermano che l’uomo (Australopithecus garhi) ha iniziato a nutrirsi di carne 2.6 milioni di anni fa. [de Heinzelin, J. et al. E. Environment and behavior of 2.5-million-year-old Bouri hominids. Science 284, 625-629 (1999)]. Questo è osservabile grazie ai reperti archeologici di attrezzi di pietra usati per macellare la carne.
Ma il consumo di carne ha realmente contribuito a far evolvere il nostro cervello?
In realtà l’unica “evoluzione” che possiamo osservare nell’organismo umano grazie al consumo di carne è la capacità di digerire la stessa, che è ben diverso dall’idea che l’uomo si sia trasformato improvvisamente in un onnivoro.
L’uomo in realtà è rimasto un frugivoro (ovvero con una dieta che deve basarsi su frutta e verdura per rimanere in salute) che è riuscito a nutrirsi di carne senza morire.
Com’è possibile questo?
Semplicemente grazie alla selezione naturale: dal Pleistocene in poi (3 milioni di anni fa) con l’espansione della calotta glaciale nell’emisfero settentrionale, vi sono stati dei periodi di glaciazione della durata di 40 000 e 100 000 anni, durante i quali le calotte si sono estese e ritirate ciclicamente. In questa fase storica trovare il cibo vegetale è stato più raro, quindi diversi ominidi hanno aumentato il consumo di carne. Quelli che non riuscivano a digerirla sono inevitabilmente morti, mentre quelli che avevano sviluppato la capacità di digerirla hanno potuto tramandare i loro geni.
In realtà la “digeribilità acquisita”è tutt’ora parziale, proprio perché non siamo onnivori: il Ph di uno stomaco carnivoro è inferiore o pari a 1.
Alcuni antivegani sostengono però che la carne abbia contribuito a far evolvere il nostro cervello. Anche questo è falso.
Il nostro cervello ha iniziato ad evolvere rapidamente solo 2 milioni di anni fa, quasi un milione di anni dopo che abbiamo iniziato a mangiare la carne.
Il cervello umano ha iniziato a cucinare con certezza circa 1.8 milioni di anni fa.
Il nostro cervello brucia il 20% delle nostre calorie, e il 60% del nostro glucosio.
Il glucosio è stato l’elemento nutritivo fondamentale per lo sviluppo del nostro cervello, e ciò è stato ricevuto dai nostri antenati tramite l’assunzione di diversi alimenti.
Ciò che sostengono gli antivegani è che la carne sia stata fondamentale nell’uomo antico per il recupero di tale elemento nutritivo, ma in realtà gli acidi grassi che si trovano nella carne una volta convertiti in glucosio perdono il 53% della loro energia.
( http://journals.plos.org/ploscompbiol/article?id=10.1371/journal.pcbi.1002116 )
La proteina è la risorsa peggiore per l’energia, ed è stata utilizzata solo come alimento d’emergenza.
( http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23274906 )
Ad esempio, la carne d’alce, che è una delle carni che venivano consumate più spesso, contiene l’80% proteine e 20% grassi.
Attraverso le nuove tecnologie abbiamo potuto analizzare le feci fossilizzate dei nostri antenati e abbiamo scoperto che avevano una dieta erbivora, consumando circa 100 grammi di fibra al giorno (ad esempio 500 albicocche).

( http://link.springer.com/chapter/10.1007%2F978-1-4684-2481-2_8#page-1 )

In media, l’americano moderno consuma solo 15 grammi di fibra al giorno seguendo una dieta con alto contenuto di carne.

Ci sono le placche dei denti fossilizzati. Anche i neanderthal sono stati trovati
Sui denti di 400.000 anni fa sono stati trovati polline di pino, amido, carbone, funghi e minerali. L’amido era in combinazione con il carbone, che vuol dire che lo stavamo cucinando. I grassi trovati non erano di origine animali, ma provenienti dalle noci e pinoli.
Gli ominidi passavano dalle quattro alle sette ore al giorno solo a masticare il cibo. L’invenzione della cucina ci ha permesso di risparmiare molto tempo, perché ha accelerato la capacità di ottenere il nutrimento necessario per il fabbisogno giornaliero.

To get an expert’s standpoint on the topic, I wrote to Peter Ungar, distinguished professor and chair of anthropology at University of Arkansas, who was recently named a fellow of the American Association for the Advancement of Science, what his take was on the role of meat eating versus carbs in human brain evolution. He wrote back,

Even the staunchest meat advocates recognize that protein and fat cannot power the brain – and we lose much of our gluconeogenesis capabilities at weaning. The argument is that meat eating provided the calories needed to power other parts of the body, freeing available carbohydrates to focus on the brain… Even in that case, it’s carbs, not meat that powers the brain (even though meat facilitates the process).

http://evolvinghealthscience.blogspot.it/2012/12/why-you-can-all-stop-saying-meat-eating.html
Gli amidi

sono il nutrimento per il nostro cervello,

La carne da soltanto proteine e grassi, che quando vengono convertiti in glucosio perdono il 50% della loro energia.

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“I VEGANI SONO NEVROTICI”

In realtà la dieta onnivora contiene più acido arachidonico, che può stimolare cambiamenti neurologici che buttano a terra l’umore, secondo uno studio pubblicato su Nutrition Journal del 2012. I vegani normalmente hanno un umore più solare, le nevrosi partono quando si sentono dire cose stupide come “E SE TU FOSSI IN UN ISOLA CON SOLO CONIGLI?”
“CHI LAVORA NEI MATTATOI SONO PERSONE CHE FANNO IL LORO NORMALE LAVORO. I PAZZI SONO I VEGANI.”

In realtà chi lavora nei mattatoi da spesso segni di follia e mancanza di empatia. In Canada, l’associazione dei produttori di carne canadese, ovvero Canadian Meat Council, ha confermato le difficoltà nel trovare lavoratori, affermando che ci sono circa mille posti tuttora vacanti.

“Ci sono persone che se ne vanno dopo un paio d’ore”, ha raccontato Werner Siegrist, general manager della Canadian Premium Meats, grande compagnia del settore della macellazione. In Canada la disoccupazione è in crescita e la crisi economica sta cominciando a manifestare i suoi effetti, il Pil del Paese è sceso per cinque mesi consecutivi da gennaio a maggio 2015.

Il settore della macellazione canadese ha quindi deciso di sopperire alla mancanza di manodopera locale pressando su politiche immigrazioniste attraverso il lobbying. Il Canadian Meat Council starebbe cercando di facilitare l’assunzione dei rifugiati che stanno arrivando in Canada e che potrebbero coprire i posti vacanti.

Questo va contro le intenzioni del ministro federale per l’Occupazione MaryAnn Mihychuk, che aveva dichiarato la necessità di aiutare le aziende a reclutare persone fra la popolazione canadese. “Considerata la difficile situazione economica è una circostanza molto particolare quella di aver dovuto ricorrere a lavoratori temporanei stranieri per occupare le posizioni scoperte”, ha dichiarato il ministro.

Per capire il disturbo mentale di chi sceglie di seguire questa professione vi consiglio la visione di qualche video registrato di nascosto in questi posti dell’orrore.

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Certo, chi lavora nei mattatoi sono solo normali persone che fanno il loro normale lavoro… e quelli sono occhi di maiale in bocca.

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Dipendenti di un’industria di formaggi si fanno un bagnetto nel latte durante una pausa.

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In Italia, parola di Francesco Amadori.

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“NON MANGIARE CARNE FA MALE”

In realtà, la scienza ha ampiamente dimostrato che smettere di mangiare ha solo effetti positivi sul corpo umano. Vediamone quattro:

1. Ridurre il livello di infiammazione nel nostro corpo

Quando mangiamo cibi come la carne e il formaggio, che hanno avuto una forte trasformazione rispetto al loro stato grezzo, è molto probabile che i livelli di infiammazione nel nostro corpo aumentino.

L’infiammazione è un processo che avviene nel nostro corpo in maniera del tutto naturale, e che risulta anche necessaria al fine di proteggere il nostro organismo dopo una malattia. Allo stesso tempo, però, un’infiammazione che dura mesi o anni può diventare un problema. Quest’ultimo tipo di infiammazione è favorito da alimenti processati tra cui la carne. Le verdure, invece, dal momento che contengono in genere fibre e antiossidanti, sono generalmente considerate ottime contro le infiammazioni.

2. Ridurre il livello di colesterolo nel sangue

Un alto livello di colesterolo nel sangue può favorire le malattie cardiache e ictus, due cause di morte molto diffuse soprattutto negli Stati Uniti d’America. Le persone che eliminano la carne dalla propria alimentazione vedono i loro livelli di colesterolo scendere fino al 35 per cento.

3. Favorire il nostro microbioma

Nel nostro organismo vivono migliaia di miliardi di microorganismi che rappresentano il cosiddetto microbioma. Questi microorganismi sono considerati molto importanti per la salute del nostro corpo, dal momento che fungono da alleati per il nostro sistema immunitario, soprattutto contro il diabete, le malattie autoimmuni e le infiammazioni dell’intestino. Un’alimentazione a base di vegetali favorisce la nascita di questi microorganismi. Cibi a base di latte, come il formaggio, e poveri di fibre, come la carne, invece, favoriscono la diffusione di batteri portatori di malattie.

4. Rendere più forti i nostri geni

La scienza ha dimostrato che il nostro stile di vita influisce considerevolmente sui nostri geni. Un’alimentazione a base di alimenti antiossidanti – come le verdure – può diminuire i geni che sono espressione del cancro e rendere più rapido l’invecchiamento dei nostri geni.

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“MIA NONNA HA SEMPRE MANGIATO CARNE ED HA CAMPATO 100 ANNI”

I nostri nonni, a differenza nostra, mangiavano molta meno carne di noi. Quarant’anni fa il consumo di carne si aggirava sui 27 kg a testa, oggi invece siamo passati a 78 kg a testa. (fonte). Non vi viene qualche dubbio se ciò sia collegato al fatto che l’aspettativa di vita in Italia sia calata drasticamente negli ultimi tempi? (fonte) Se la carne non ci fa male, perché moriamo prima dei nostri nonni?

C’è un problema legato all’epigenetica: ci sono fattori alimentari che salvavano certe persone. Queste persone avevano antigeni oncosoppressori, cioè determinate strutture genetiche che le facevano resistere alla carne.

Questo non vuol dire che se questi centenari non avessero mai mangiato carne sarebbero arrivati a 130 anni, ma che sono arrivati a quell’età proprio perché aveva queste caratteristiche genetiche.

I figli e i nipoti di queste persone, siccome hanno metilato (cioè modificato) i loro geni purtroppo non possono più arrivare con lo stesso stile di vita alla stessa età. Questo è dovuto anche al fatto che che gli antecedenti che sono arrivati a quell’età consumavano pochissima carne. Basti pensare che il consumo di carne annuo nel 1861 era di 3kg, mentre adesso siamo a 100kg di carne, 100kg latte e formaggio e 20kg pesce.

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“OK LA CARNE FA MALE, MA BASTA MANGIARNE POCA”

Secondo l’Istituto Europeo di Oncologia per non contrarre tumori dal consumo di carne si dovrebbe eliminare del tutto insaccati, carni lavorate e processate.

Secondo l’Harvard School of Medicine, invece, il limite massimo di consumo di carni rosse non deve superiore a 80 grammi a porzione, e MASSIMO due volte a settimana.

80 grammi sono equivalenti a 3 cucchiai di riso. Nessuna persona abituata a mangiare carne regolarmente mantiene quantità così basse.

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“HO SMESSO CON CARNE E LATTE, MA IL FORMAGGIO E’ IMPOSSIBILE, NON RIESCO A FARNE A MENO.”

Purtroppo questa dipendenza è dovuta alla caseomorfina, un oppiaceo che viene rilasciato nell’organismo dopo l’assunzione di formaggi. Quando si dice “per me il formaggio è una droga” per la scienza non è un modo di dire. (fonte)


“IL LATTE VACCINO SERVE AGLI ESSERI UMANI”

Più del 75% della popolazione umana mondiale è intollerante al latte di mucca. O più precisamente, non è una mucca. (Fonte: “Hertzler SR, Huynh BCL, Savaiano DA. How much lactose is low lactose? J Am Dietetic Asso. 1996;96:243-246.”)


“IL LATTE SERVE AI BAMBINI PER CRESCERE.”

Il latte è un elemento nutriente importante, ma quello umano, non quello vaccino. Il 77% dei bimbi italiani assume latte vaccino prima dei 12 mesi, ma questo è ritenuto pericoloso e dannoso all’intero mondo scientifico.

L’ESPGHAN (European Society of Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition) afferma, come si può vedere già nell’abstract delle linee guida:

Il latte vaccino è povero di ferro e non va usato come bevanda prima dei 12 mesi, anche se è possibile aggiungerne piccole quantità ai cibi complementari.

L’AAP (American Academy of Pediatrics) dice:

Dopo l’anno è possibile dare al bambino latte vaccino, a condizione che la dieta composta da cibi solidi sia bilanciata.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stipula:

Si sconsiglia l’introduzione del latte vaccino non modificato come bevanda prima dei 9 mesi, ma può essere utilizzato in piccole quantità nella preparazione dei cibi complementari dai 6-9 mesi di età. Dai 9-12 mesi il latte vaccino può essere introdotto gradualmente nella dieta del bambino come bevanda… tuttavia sarebbe preferibile continuare con il latte formulato fino ai 12 mesi (pag. 157)

L’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) dice:

Si sconsiglia di dare ai bambini il latte vaccino prima del compimento dell’anno in quanto fino ad allora è inadatto da un punto di vista nutrizionale.

La CPS (Canadian Paediatric Society) dice quanto segue (all’interno di un paragrafo dal titolo, a mio avviso molto appropriato, “svezzamento a guida della madre”):

Il latte intero va evitato fino a che il bambino ha almeno 9 mesi se non, preferibilmente, 12.

Perché? Vediamo i motivi.

L’ESPGHAN dice:

Il motivo principale che fa ritardare l’introduzione (del latte vaccino) è per prevenire la carenza di ferro.

Alcuni dati suggeriscono che un’introduzione precoce del latte vaccino può causare perdite di sangue microscopiche nell’intestino, anche se questo fenomeno non si registra più dopo i 9 mesi di età del bambino.

Il documento poi prosegue elencando le differenze sostanziali tra la composizione del latte vaccino e di quello formulato; le trovate a pag. 102.

L’OMS invece ci ricorda, tra le altre cose, come il latte vaccino sia particolarmente povero di ferro, come indicato nella seguente tabella:

Contenuto ferro alimenti OMS

Leggendo la tabella si vede come assumere troppo latte vaccino troppo presto può condurre ad anemia. All’interno del documento c’è una lunga disquisizione sui rischi di anemia per i lattanti.

L’AAP invece dice:

I neonati non digeriscono il latte vaccino in modo completo o con la facilità con la quale digeriscono quello formulato. Inoltre il latte vaccino contiene alte concentrazioni di proteine e minerali che possono sovraccaricare i reni del neonato … ed è carente delle quantità appropriate di vitamina C, ferro e di altri nutrienti necessari al neonato. Può anche causare anemia da carenza di ferro giacché le proteine del latte vaccino possono irritare le pareti interne dello stomaco e dell’intestino causando perdite di sangue che verranno espulse nelle feci. Inoltre il latte vaccino non contiene i tipi di grassi più adatti alla crescita dei neonati. Per queste ragioni i neonati non dovrebbero assumere latte vaccino con regolarità durante i primi 12 mesi della loro vita.

Non dimentichiamo poi che il latte vaccino è molto proteico per l’organismo umano, in quanto non siamo bovini, e berne grandi quantità può facilmente far assumere al bambino una quantità esagerata di proteine non lasciando spazio per gli altri alimenti.


“SE TU FOSSI SOLO SU UN’ISOLA DESERTA CON UN MAIALE, MANGERESTI IL MAIALE O MORIRESTI DI FAME?”

Se tu non fossi solo, ma vivessi su un pianeta con 7 miliardi di persone, avessi accesso a illimitati frutti, vegetali, noci, fagioli e altri alimenti salutari, e conoscessi la sofferenza animale e la morte orribile che devono subire solo perché tu possa mangiarli quando non hai bisogno di farlo per sopravvivere né per essere in salute, tu continueresti a mangiarli?

La differenza tra le due domande è che il tuo scenario non accadrà mai mentre il mio è una scelta che stai facendo proprio adesso.

A quale domanda credi valga la pena di rispondere?

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“IL VEGANISMO CREA POVERTA'”

E’ vero il contrario.
L’82% dei bambini che muoiono di fame vive nei Paesi in cui i prodotti agricoli vengono prodotti e venduti ai Paesi occidentali, che li usano per allevare gli allevare gli animali. (fonte)

“NON E’ VERO CHE LA CARNE ROSSA PROVOCA IL CANCRO”

Secondo l’AIRC (Associazione Italiana Ricerca Cancro) un consumo eccessivo di carni rosse, soprattutto di carni rosse lavorate (salumi, insaccati e carne in scatola), aumenta il rischio di sviluppare alcuni tumori.

E’ però noto che i tumori già esistenti vengono alimentati dagli alimenti di origine animale.


“NON E’ VERO CHE LA CARNE LAVORATA PROVOCA IL CANCRO”

Il consumo di carni ricche di additivi fa crescere la probabilità di cancro alla vescica.

L’indicazione arriva da una ricerca del National Cancer Institute, diretta dalla dottoressa Amanda Cross e pubblicata su “Cancer”.

L’equipe della Cross ha osservato, per circa 8 anni, la dieta di 300.000 volontari, uomini e donne trai 50 ed i 71 anni. Gli studiosi hanno così rilevato come ad 854 di questi fosse
stato diagnosticato il cancro alla vescica.

Analizzando in dettaglio i malati, la squadra del National Cancer Institute ha rilevato come, se la dieta prevedeva alti livelli di nitriti (da tutte le fonti) o alte dosi di carni lavorate,
aumentava anche la probabilità di sviluppare il tumore alla vescica: +28-29% rispetto ad altri regimi alimentari.

Ciò avviene, ipotizzano i ricercatori, perché durante la digestione il nitrato di sodio ed i nitrati reagiscono con l’acido gastrico, formando composti cancerogeni N-nitroso.

Inoltre, il legame nitriti e nitrati con il rischio di cancro maggiorato potrebbero spiegare perché precedenti ricerche aveva indicato un’associazione tra consumo di carne e presenza
della malattia.

Conclude così la dottoressa Cross: “I nostri risultati evidenziano l’importanza di studiare i composti a base di carne e la loro associazione al rischio di cancro (Tuttavia), i dati
epidemiologici sul consumo di carne connesso al cancro della vescica sono lacunose; i nostri risultati dovrebbero fare da esempio ad altri studi prospettici”.

Fonte: Leah M. Ferrucci, Rashmi Sinha, Mary H. Ward, Barry I. Graubard, Albert R. Hollenbeck, Briseis A. Kilfoy, Arthur Schatzkin, Dominique S. Michaud, Amanda J. Cross, “Meat and
components of meat and the risk of bladder cancer in the NIH-AARP Diet and Health Study”, Cancer 2010, doi10.1002/cncr.25463


“HITLER ERA VEGETARIANO”


“L’UOMO HA SEMPRE MANGIATO CARNE”

Il fatto che abbiamo sempre fatto qualcosa non vuol dire che sia giusto farla. Un tempo usavamo questa argomentazione per dire che la schiavitù è legittima, ma quando qualsiasi persona dotata di etica oggi sa che non lo è.

E’ vero che gli antichi uomini mangiano carne, ma ciò non vuol dire che non erano frugivori. Nella loro dieta era presente anche carne umana, ma ciò non vuol dire che noi siamo cannibali. A scoprirlo è stata l’Università of Tübingen.


“E LA B12?”

Mangiare la carne per la B12 è come bere Coca Cola per il Potassio.

I livelli di B12 nei vegani sono stabili indipendentemente dal periodo di veganismo e dall’età dei soggetti: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2933506/figure/F1/
Uso di integratori per tipologia di dieta: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2933506/table/T1/
Solo la macrocategoria degli erbivori sviluppa l’aterosclerosi mangiando grasso saturo, ciò non accade per carnivori e onnivori: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1312295/

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I lamponi della Tesco dicono che 100 grammi di questi lamponi contengono il 30% della dose giornaliera raccomandata di b12. Questo non può essere un caso isolato di pianta che contiene b12! È solamente una pianta come tante altre che contiene questa vitamina. La B12 si trova negli alimenti che contengono quantità del complesso della vitamina B Secondo il Dr Vetrano, molti libri sulla nutrizione negli Stati Uniti dicono che la b12 c’è in tutti i cibi che contengono quantità del complesso della vitamina B, ma che prima non si era in grado di stabilirne la quantità.
Ai giorni nostri, tecnologie più moderne, hanno permesso di scoprire che la B12 è presente in quei cibi ricchi di complesso vitaminico B. La carenza da B12 nei vegetariani vegan è causata anche dal consumo di antibiotici (sintetici o naturali) Non crediamo che la carenza di vitamina b12 sia più diffusa tra i vegani ed i vegetariani – questa è molto probabilmente un’altra bugia di mercato! Infatti, molti studi che tentavano di dimostrare che i vegani erano carenti – devono essere studiati attentamente perchè la maggior parte di essi non prova un bel nulla!
Contrariamente alla propaganda delle industrie della carne e dei latticini, coloro che mangiano carne hanno più carenza di vitamina B12 – e questo è noto già dal 1959!! (1 1. ‘Fit for Life’, Diamond, H. and M., 1987) Detto questo, dobbiamo tenere a mente che molti vegetariani e vegani assumono antibiotici o consumano cibi contenenti antibiotici come per esempio cipolle, aglio, ravanelli ed altri cibi ricchi di olio di mostarda, che sono letali alla flora intestinale.

La Dose Giornaliera Raccomandata (RDA) di B12 Un altro punto che vale la pena di prendere in considerazione, è che la Dose Giornaliera Raccomandata (RDA) si basa su una persona media che mangia cibo cotto (onnivoro, vegano, vegetariano) che fuma e beve.
Gli interessi commerciali hanno ampiamente esagerato i bisogni di questa vitamina. Questi studi non ci dicono nulla su un vegetariano che conduce uno stile di vita sano. È difficile determinare i bisogni individuali di qualsiasi vitamina o nutriente, ed un sovradosaggio di questi crea un fardello inutile per il nostro organismo. Fattori quali stress, velocità del metabolismo, possono essere determinanti per capire i nostri bisogni. Il Dr Victor Herbert disse nell’American Journal of Clinical Nutrition (1998, Volume 48) che, al giorno, sono sufficienti solamente 0.00000035 once (1 microgrammo) di vitamina B12.

I livelli di assorbimento di B12 sono più alti negli individui sani rispetto agli altri. Alcuni studi, basati sugli Indiani vegetariani che conducevano uno stile di vita sano, mostrarono che nessuno di loro aveva sintomi da carenza di B12 anche se i loro valori erano di 3-5 microgrammi. Il Dr Gabriel Cousens dice che la carenza di vitamina B12 è causata generalmente da una mancanza di assorbimento nel tratto intestinale piuttosto che da una mancanza di questa vitamina nella dieta.

http://www.living-foods.com/articles/b12issue.html
SugaVida: The ONLY bioavailable plant sourced B12?!?!? – YouTube


“LA CARNE FA BENE, LO DICE UNO STUDIO SCIENTIFICO”

Lo dice uno studio scientifico… ma sopratutto il suo sponsor. ;-D

“L’aumento di proteine animali nella dieta può aiutare le persone obese a dormire meglio”.
(American Journal of Clinical Nutrition).

► Finanziatore dello studio la Beef Checkoff, il National Pork Board e il National Dairy Council (organismi di settore che promuovono il consumo di carne e latticini e riuniscono allevatori).

“Le persone adulte con problemi di ipertensione per abbassare la pressione devono includere regolarmente carne di maiale magra nella dieta”.
(American Journal of Clinical Nutrition).

► Finanziatore dello studio National Pork Board (società governativa americana per la promozione della carne di maiale)

“Non ci sono prove che supportino correlazione diretta tra l’ingestione di grassi animali o proteine animali e tumore al colon-retto”.
(EpidStat Institute – Colorado).

► Finanziatore dello studio National Cattlemen’s Beef Association (associazione nazionale di allevatori bovini) e National Pork Board (società governativa americana per la promozione della carne di maiale).

Tra 166 ricerche nutrizionali finanziate dalle industrie pubblicate tra il marzo 2015 e il marzo 2016 più del 92% riportavano risultati favorevoli agli interessi degli sponsor.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/28/la-carne-fa-bene-si-quando-la-ricerca-e-finanziata-da-chi-la-produce/3060625/


“NON ESISTONO PROVE CHE IL VEGANISMO SIA COLLEGATO ALLA LONGEVITÀ'”

Esistono diversi popoli storici vegani che hanno dato prova di enormi benefici sulla salute e quindi sulla longevità. Uno di questo è quello degli Esseni, contemporanei di Gesù, che secondo Giuseppe Flavio sorpassavano spesso il secolo di vita:

[150] Si dividono in quattro categorie a seconda dell’anzianità nella regola, e i neofiti sono tanto al di sotto dei vecchi adepti, che se per caso questi li toccano si lavano come se fossero venuti a contatto con uno straniero. [151] Sono anche longevi, dato che i più passano i cento anni, e ciò, io credo, grazie alla vita semplice e ordinata; disprezzano poi i pericoli e vincono i dolori con la ragione mentre la morte, quando giunga onorata, la considerano preferibile all’immortalità. [152] Il loro spirito fu assoggettato ad ogni genere di prova durante la guerra contro i romani, in cui stirati e contorti, bruciati e fratturati e passati attraverso tutti gli strumenti di tortura perché bestemmiassero il legislatore o mangiassero qualche cibo vietato, non si piegarono a nessuna delle due cose, senza nemmeno una parola meno che ostile verso i carnefici e senza versare una lacrima. [153] Ma sorridendo tra i dolori, e prendendosi gioco di quelli che li sottoponevano ai supplizi, esalavano serenamente l’anima come certi di tornare a riceverla.

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Un popolo che invece, basandosi su un’alimentazione quasi totalmente carnivora, come gli Inuit, mostra una longevità assai inferiore, basata su una media di 30-40 anni di aspettativa di vita.


“GLI ANIMALI CARNIVORI SONO PIU’ LONGEVI DEGLI ERBIVORI”

I più “istruiti” usano questa argomentazione citando come esempio l’animale vertebrato più longevo del pianeta: lo Squalo della Groenlandia, che secondo alcuni studi riesce a raggiungere un’età totale di 400-500 anni.

I motivi per cui questo squalo sia così longevo però è dato da vari fattori, come ad esempio il lentissimo battito cardiaco dovuto alle freddissime temperature, caratteristiche che danno la stessa longevità alla balena della Groenlandia.

In realtà quello che dovremmo osservare è la longevità degli animali a parità di condizioni.

Secondo Fiorenza De Bernardi, docente di zoologia all’ Università di Milano, non c’è un segreto che rende alcuni animali molto longevi:

«Non uno in particolare, se non la lunga evoluzione che le diverse specie hanno subito nel tempo. Anche se la vita media è impressa nei loro geni, nei fatti è il risultato di un equilibro tra il tipo di vita che conducono e le possibilità che offrono loro i diversi organi».

Perché quindi l’evoluzione ha portato alcuni animali a vivere solo pochi giorni e altri a superare il secolo?

«Non esiste una formula matematica, tuttavia si può dire che l’ evoluzione ha fatto sì che gli animali più grossi fossero anche i più longevi. L’ elefante o la balena sono tra i mammiferi gli animali che vivono di più. Così come le tartarughe lo sono tra i rettili. A parità di altre condizioni, gli erbivori vivono più dei carnivori. Gli ippopotami, ad esempio, hanno una vita media di 50 anni, gli elefanti africani di 70-80. Eppure essi vivono nello stesso ambiente dei leopardi o dei leoni, che hanno un’ aspettativa di via inferiore. La spiegazione sta nel fatto che gli erbivori hanno un metabolismo molto lento, mentre i carnivori devono essere cacciatori e i loro organi interni ed esterni si affaticano molto.».

Inoltre l’animale terrestre più longevo (152 anni) è erbivoro: mi riferisco alla tartaruga gigante di Aldabra (Aldabrachelys gigantea).

Al secondo posto troviamo un’altra tartaruga, anch’essa erbivora: la tartaruga delle Galapagos (Chelonoidis nigra) che può arrivare fino a 177 anni.

Un altro molto longevo è il Pappagallo Grigio Africano, anch’esso erbivoro, che può raggiungere i 100 anni d’età.


“E SE UN ANIMALE FOSSE MORTO SUICIDA? NON POTREI MANGIARLO?”

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Questa più che un’argomentazione è una domanda. Anche legittima volendo.

Il punto è che gli animale non si suicidano.
Ottimo questo articolo di Science Fanpage: http://scienze.fanpage.it/gli-animali-si-suicidano-o-si-lasciano-morire/

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“IO AMO GLI ANIMALI, NON C’ENTRA NULLA CHE MANGIO CARNE”

Questa è semplicemente una dissonanza cognitiva, perché una persona che ama gli animali semplicemente non li mangia. Così come una persona che si definisce umanista difficilmente ha lo stesso hobby di Hannibal Lecter.

Il motivo per cui questo ragionamento è difficile da accettare è perché è ESATTAENTE una dissonanza cognitiva, come dimostrato dalla ricerca “Carivori per dissociazione” dell’Università di Oslo, in Norvegia.

Carni maggiormente lavorate rendono più facile distanziarsi dall’idea che essa provenga da un animale.
Meno la gente pensa che il cibo fosse prima un animale e più si sente a suo agio nel mangiarlo.
– Jonas Kunsta, responsabile della ricerca.

Quasi nessuno vorrebbe causare sofferenza agli animali: ormai il sentimento comune vuole proteggere dalla violenza anche loro. Il problema è semplicemente quello di dover iniziare ad accettare la responsabilità delle proprie azioni ed evolvere.

 

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“NON SI DEVE OBBLIGARE I BAMBINI AD ASSUMERE UNA DIETA VEGANA”

E se facessimo il contrario? Non li stiamo per caso obbligando a mangiare la carne? Ecco cosa afferma in merito la dott.ssa Melanie Joy, Master ad Harvard University e Ph.D alla Saybrook University professoressa di psicologia e sociologia alla University of Massachusetts.

Una delle prove che il gusto della carne non è naturale per l’uomo è l’indifferenza che i fanciulli hanno per questa vivanda, mentre tutti preferiscono alimenti vegetali, come i farinacei, la frutta e così via. È soprattutto importante non snaturare questa primitiva inclinazione ed evitare in ogni modo di rendere i fanciulli carnivori, almeno per il loro carattere, se non per la loro salute, poiché, comunque si spieghi il fenomeno, è certo che i grandi mangiatori di carne sono in genere più crudeli e feroci degli altri uomini: è un fatto che viene osservato in tutti i luoghi e in tutti i tempi.
Jean-Jacques Rousseau

 

Il motivo segreto per cui mangiamo carne

La dott.ssa Melanie Joy, Master ad Harvard University e Ph.D alla Saybrook University professoressa di psicologia e sociologia alla University of Massachusetts, risponde ad una domanda che nessuno si era mai posto: perché mangiamo la carne?

Posted by Nicolas Micheletti on Tuesday, May 16, 2017