Nel giugno del 1930 durante una conferenza a Madrid, il più grande economista della storia, John Mayard Keynes, padre della macroeconomia, colui che salvò gli USA dalla crisi del 29 e previde l’ascesa al potere di Hitler, ipotizzò che entro un secolo il lavoro umano, almeno quello fisico, sarebbe diventato quasi inutile, e che un problema futuro dell’uomo sarebbe stato “come impiegare il tempo libero che la scienza e l’interesse composto gli avranno guadagnato, per vivere bene, piacevolmente e con saggezza.”

Ad oggi possiamo tristemente osservare che questo non è accaduto, l’uomo non è riuscito a liberarsi del fardello del lavoro, anche se al giorno d’oggi disponiamo di una tecnologia così avanzata che effettivamente potrebbe permetterci di liberarci in quasi tutti i campi. Perché allora non è successo?

John Maynard Keynes, uno dei fondatori della moderna economia, fece una famosa previsione che entro il 2030 le società avanzate sarebbero state abbastanza ricche che il tempo libero, piuttosto che il lavoro, avrebbe caratterizzato gli stili di vita nazionali. Finora , tale previsione non è stata rispettata. Perché?

Secondo l’antropologo David Graeber: “La risposta chiaramente non è di natura economica: è morale e politica. La classe dominante ha capito che una popolazione felice e produttiva con il tempo libero nelle proprie mani è un pericolo mortale (si pensi a quello che iniziò ad accadere in maniera approssimata negli anni ’60)”. Secondo Graeber la classe dominante ha iniziato a creare dei “pointless job”: lavori inutili.

Che il tempo libero sia un pericolo per il dominio delle élite è una conoscenza che la classe dominante ha sempre avuto. Un esempio storico infatti possiamo trovarlo nel medioevo europeo.

Secondo Lynn Stuart Parramore, ricercatrice analitica senior dell’istituto New Economic Thinking un contadino medievale aveva più tempo libero di noi, uomini moderni. Certo, si può tranquillamente affermare che “la vita per il contadino medievale non era certo una scampagnata. La sua vita era segnata dalla paura della carestia, della malattia e dai venti di guerra. La sua dieta e l’igiene personale lasciavano molto a desiderare. Ma nonostante la sua reputazione di miserabile, lo si potrebbe invidiare per una cosa: le sue vacanze.”

“L’aratura e la raccolta erano faticosi compiti, ma il contadino poteva godere ovunque da otto settimane a sei mesi all’anno di riposo. La Chiesa, consapevole di come mantenere una popolazione lontano dalla ribellione, ordinava frequenti feste obbligatorie. Matrimoni, veglie e nascite significavano una settimana di riposo a tracannare birra per festeggiare, e quando i vagabondi giocolieri o gli eventi sportivi arrivavano in città, per il contadino era previsto del tempo libero per l’intrattenimento. C’erano domeniche libere dal lavoro, e quando le stagioni di aratura e raccolta erano finite, il contadino aveva anche tempo di riposare.”

Secondo l’economista Juliet Shor durante i periodi di salari particolarmente alti, come l’Inghilterra del 14° secolo , i contadini potevano lavorare non più di 150 giorni l’anno.

L’obiettivo di Democrazia Verde è, tramite la creazione di Smart City tecnologie e l’utilizzo totale dell’automazione meccanica, ottimizzare il tempo libero dei cittadini italiani, e rendere la vita di ogni uomo veramente degna di essere vissuta, trasformando il lavoro in uno strumento funzionale all’uomo, e rovesciando totalmente il paradigma moderno che vede l’uomo funzionale al mondo del lavoro.

In Svezia la politica è già riuscita a portare da 8 ore a 6 ore i turni lavorativi pubblici, e ciò ha creato solo vantaggi economiche. Con meno ore di lavoro i dipendenti sono più motivati e quindi più produttivi. Il nostro obiettivo però è fare anche di meglio, e questo potremo farlo solo grazie al tuo aiuto.

EXTRA:

Per gli over 40, lavorare più di 25 ore a settimana sarebbe rischioso.
Lo sostengono i ricercatori dell’Università di Melbourne, che hanno sottoposto a test cognitivi 3.000 uomini e 3.500 donne, confrontandone i risultati con le loro abitudini lavorative.
Lavorare più di tre giorni a settimana oltre i 40 anni porterebbe a compromettere le funzioni cognitive, a causa dello stress unito alla fatica fisica e psicologica.
Attenzione, però! Lavorare meno dei tre giorni consigliati potrebbe rivelarsi altrettanto dannoso.
E’ importante infatti mantenere il cervello attivo e fornirgli stimoli.
I 40 sono anni cosiddetti “sandwich”, durante i quali la maggior parte degli adulti deve cioè prendersi cura anche di figli e genitori anziani, che comporta a tutti gli effetti un secondo lavoro.
http://www.radiomontecarlo.net/news/extra/215310/gli-over-40-dovrebbero-lavorare-solo-3-giorni-alla-settimana.html