Perché il M5S non salverà l’Italia

Democrazia Verde può sembrare simile al Movimento 5 Stelle, quindi abbiamo deciso di scrivere questo documento. Per capire gran parte della strategia politica del M5S bisogna comprendere bene il significato di CERCHIOBOTTISMO. La Treccani definisce così questo fenomeno politico:

cerchiobottismo s. m. [dall’espressione dare un colpo al cerchio e uno alla botte] – Nel linguaggio politico, tendenza a non prendere mai una posizione netta, a mantenersi in precario equilibrio, prendendo il partito ora dall’una ora dall’altra parte.

Il M5S su moltissimi argomenti rilascia spesso dichiarazioni contrarie, prima in un modo, poi in un altro. Oppure compie azioni che mostrano entrambe le direzioni possibili, cercando così di ottenere più consensi possibili, ma di fatto confondendo gli elettori.


1 – TEORIA MONETARIA MODERNA
&
LIBERISMO

  • Barnard Mosler e M5S

    Il giornalista Paolo Barnard e l’economista Warren Mosler che spiegano la Teoria Monetaria Moderna ai parlamentari del M5S.

    Il Movimento 5 Stelle conosce perfettamente la Teoria Monetaria Moderna. Negli anni passati, il giornalista e divulgatore della teoria Paolo Barnard, insieme al suo fondatore, Warren Mosler, hanno incontrato i parlamentari del M5S per spiegargli di persona tutto ciò che offre la ricetta economica per la salvezza dell’economia italiana. Addirittura, dei deputati M5S hanno anche organizzato degli incontri con il creatore della teoria, Warren Mosler.

    Inoltre, sul sito la teoria aveva raggiunto più di 5 mila voti, rendendola la proposta più votata in assoluto, e oltre 80 mila sostenitori su Facebook. Fu ignorata. E’ legittimo chiedersi: perché?

    La risposta è molto più semplice di ciò che si pensi: perché il Programma Economico, a differenza delle altre materie del programma, non può essere scelto dagli elettori, ma solo dai vertici del Movimento. Ciò appare, nei fatti, molto meno democratico e più verticistico di quanto normalmente Grillo affermi a parole.

    L’ostilità dei vertici pentastellati alla teoria economica appare evidente anche nell’emblematico titolo che il canale ufficiale dei 5 Stelle ha messo all’incontro con l’economista padre della teoria: I deputati M5S mettono ‘alle corde’ Warren Mosler.

    Sorvoliamo in questa sede le falsità del titolo del video. Ovvero: né che Mosler sia stato messo alle corde (anche se i traduttori dei parlamentari hanno completamente modificato le sue frasi, spesso traducendo il contrario di quello che Mosler affermava) né che i deputati 5 stelle avevano alcuna intenzione di ‘metterlo alle corde’.

  • Democrazia Verde è il primo partito in Italia a basarsi sulla teoria monetaria moderna ed ad averla nello Statuto. Il fondatore di DV, Nicolas Micheletti, è stato tra l’altro uno dei fondatori di una delle prime associazioni divulgatrici della teoria in Italia, ovvero “MEMMT – Economia per la Piena Occupazione”, e ha organizzato negli anni numerose conferenze sul suolo italiano.

2 – DEFICIT DI BILANCIO
&
TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA

  • Il Movimento 5 Stelle propone le stesse politiche liberiste di tutti gli altri partiti, ovvero ignora totalmente strumento del deficit di bilancio e propone semplici tagli alla spesa pubblica (ai cosiddetti “sprechi”). L’unica distinzione è “dove” tagliare.
  • Democrazia Verde propone un aumento della spesa pubblica in favore della Piena Occupazione. Tagliare gli stipendi per risolvere una crisi economica, oltre a non essere abbastanza, è dannoso per l’economia stessa, perché va contro quella che Keynes chiamava la Verità Fondamentale, che non deve mai essere dimenticata”, ovvero:

    « Ogni volta che qualcuno taglia la sua spesa, sia come individuo, sia come Consiglio Comunale o come Ministero, il mattino successivo sicuramente qualcuno troverà il suo reddito decurtato; e questa non è la fine della storia. Chi si sveglia scoprendo che il suo reddito è stato decurtato o di essere stato licenziato in conseguenza di quel particolare risparmio, è costretto a sua volta a tagliare la sua spesa, che lo voglia o meno. »



3 – ANTISPECISMO
&
VEGANWASHING

Il Movimento 5 Stelle ha dei deputati autosedicenti antispecisti che promuovono i diritti degli animali, ma il Movimento in sé non è antispecista. Deputati autosedicenti antispecisti sono in tutti i partiti, ad esempio Monica Cirinnà nel Partito Democratico e Michela Brambilla di Forza italia. Quello del M5S è un animalismo all’acqua di rose, per l’esattezza si tratta di veganwashing: attrarre i voti degli elettori vegani facendo piccole proposte animaliste, come vietare le gabbie con gli uccellini da richiamo, ma lasciando intaccata la grossa industria zootecnica.

Un deputato pentastellato ha depositato una interrogazione parlamentare sulla morte di un cavallo durante il Palio di Siena, ma il M5S locale in risposta si è dissociato dichiarando la sua volontà semplice demagogia pelosa“, come se fermare la sofferenza degli animali che si macellano le gambe nelle corse non sia una vera lotta dell’animalismo.

Il pentastellato Di Maio ha fatto la torta di compleanno vegana, lo stesso Di Maio dell’amatriciana solidale, e che il resto dei 365 giorni l’anno mangia onnivoro. Questo è un esempio perfetto di veganwashing.

E’ vero che il M5S ha inserito i menù vegani nelle scuole. Ma quello che non vi dicono è che hanno inserito anche la carne kosher e halal, che prevede che l’animale non sia stordito prima dell’uccisione. Come si può pensare che gli interessi davvero il benessere degli animali?

L’Appendino, animalista vegana sindaca di Torino, ha organizzato una amatriciana per i terremotati. Alle vittime umane si sono aggiunte altre vittime animali.

 

Democrazia Verde ha nel suo Statuto la lotta a tutte le forme di discriminazione, e tra queste è chiaramente citata la lotta allo specismo. DV è antispecista da Statuto, e propone vere soluzioni, come l’introduzione della carne coltivata nel mercato italiano, e la sostituzione obbligatoria di carne coltivata con carne allevata per gli animali domestici. Intende chiudere gli allevamenti intensivi, i circhi con sfruttamento animale, e eliminare la sperimentazione animale dove sostituibile con mezzi alternativi. Tutte proposte completamente assenti nel programma del M5S.


4 – ANTILOBBISMO
&
DIALOGO CON LE LOBBY

Wikipedia definisce “Lobby” (in italiano Gruppo di Pressione) “un gruppo organizzato di persone che cerca di influenzare dall’esterno le istituzioni per favorire particolari interessi, la cui influenza può far leva su elementi immateriali come il prestigio, o su elementi materiali come il denaro.”

La Treccani: “Gruppi di persone che, senza appartenere a un corpo legislativo e senza incarichi di governo, si propongono di esercitare la loro influenza su chi ha facoltà di decisioni politiche, per ottenere l’emanazione di provvedimenti normativi, in proprio favore o dei loro clienti.

  • Il Movimento 5 Stelle è aperto al dialogo con le Lobby. Il Presidente della Camera Luigi Di Maio ha dichiarato:“Io non ce l’ho con le lobbies. Esiste la lobby dei petrolieri e quella degli ambientalisti, quella dei malati di cancro e quella degli inceneritori. Il problema è la politica senza spina dorsale, che si presta sempre alle solite logiche dei potentati economici decotti”La stessa Casaleggio Associati è a tutti gli effetti una lobby, nella realtà.“Da movimento popolare innovativo, per quanto caotico a causa di Grillo, il M5S si trasforma in una struttura dittatoriale, intollerante e soprattutto in un PARTITO AZIENDA al sevizio delle ambizioni di un manager ex Colaninno e Telecom fallito che guida una lobby chiamata Casaleggio Associati. Questa lobby di marketing vuole quello che tutte le lobby di mercato cercano al mondo: entrare fra i banchi dei legislatori.  Il programma politico del M5S di Casaleggio è solo una facciata dietro cui Casaleggio sta pianificando il VERO programma: l’introduzione di disegni di legge funzionali agli interessi dei suoi contatti/clienti nazionali e internazionali. Ma la base 5S non lo vede ed è in tripudio.”
    – Paolo Barnard

    APPROFONDIMENTO A CURA DI CLAUDIO MESSORA

 

  • Democrazia Verde rifiuta nella maniera più totale qualsiasi coinvolgimento con le Lobby. Esse rappresentano una deformazione del Sistema Democratico. Mettendosi tra cittadini e classe politica, le lobby fingono di essere uno strumento per favorire gli interessi di tutti, mentre in realtà perseguono esattamente gli interessi dei loro datori di lavoro.

 


5 – EULTIMATUM
&
REFERENDUM SULL’EURO

 

  • Il Movimento 5 Stelle propone il referendum dell’euro, un’assurdità che contiene al suo interno molteplici difetti.

    1 – IL REFERENDUM NON PUO’ ESSERE RICHIESTO:

    Il referendum sull’euro è incostituzionale, quindi per farlo servirebbe fare una legge costituzionale. Esempio è il referendum dell’89 dove un parlamento unanime (tutti la pensavano uguale) allestì una legge costituzionale per chiedere al popolo se gradisse che il parlamento europeo (che si stava per rinnovare) elaborasse una Costituzione Europea. La legge fu fatta ad hoc e valeva solo per quell’occasione. Per fare una legge costituzionale servono i 2/3 del Parlamento. Vuol dire che, al momento, tutti i partiti in parlamento, Lega Nord, Scelta Civica, Popolo delle Libertà, SEL, etc, più 2/3 del Partito Democratico dovrebbero voler fare il referendum sull’euro. Realistico vero? No. Nessuno di questi partiti vuole il referendum sull’euro, nemmeno la Lega Nord. Ciò significa che il M5S dovrebbe ottenere i 2/3 del Parlamento alle prossime elezioni per fare il referendum. Matematicamente impossibile.resize
    2 – SE SI PERDESSE L’EURO DIVENTEREBBE LEGITTIMO:

    Mettiamo caso che, invece, per assurdo, il PD decida di votare a favore di fare il referendum sull’euro. Accetterebbe solo in un caso. Quale? Semplice. Nel caso sia sicuro di vincerlo. L’euro al momento è stato applicato senza il volere del popolo, perché a differenza di altri Paesi europei, come la Svezia, in Italia non è mai stato chiesto al popolo se volesse o no l’euro. Ci è stato semplicemente imposto. La nostra Costituzione in realtà vieta espressamente le cessioni di sovranità, quindi l’euro, di base, non è legittimo. Ma se, per la prima volta, si facesse un referendum su di esso e il popolo, accecato e spaventato dalla propaganda europeista, votasse in maggioranza per rimanere in eurozona, a quel punto la discussione di recupero della sovranità monetaria verrebbe uccisa per sempre.

    3 – SE VINCESSE L’EUREXIT SAREBBE INUTILE:

    Continuiamo a ragionare per assurdo, per vedere dove ci porta. Mettiamo che il PD abbia acconsentito a fare il referendum sull’euro, sicuro di vincerlo, ma che per qualche strano motivo alla fine l’abbia perso.A quel punto il PD ci farebbe uscire dall’euro? Assolutamente no. Il referendum infatti sarebbe “consultivo”, ovvero privo di alcun effetto legislativo. In pratica un semplice sondaggio, che il Partito Democratico può ignorare nella maniera più totale.

 

  • Democrazia Verde ritiene fondamentale il recupero della Sovranità Monetaria. Ma a differenza degli altri movimenti euroscettici, non ritiene problematico rimanere nell’Unione Europea, se essa dovesse diventare una Repubblica Federale Democratica.

    Quando l’Italia ha accettato di entrare nell’UE ha deciso di entrare in un’unione politico-economica che ha tra i suoi obiettivi la Piena Occupazione (art 3.3 TFUE) ma l’ideologia neoliberista alla base dell’istituzione sovranazionale non sembra minimamente voler andare in questa direzione. Per questo motivo Democrazia Verde intende sovvertire l’ordine lobbycratico dell’UE chiedendo l’EULTIMATUM, un ultimatum alla Commissione Europea di accettare tre imprescindibili richieste:

    1 – Che l’euro diventi la Moneta Sovrana dell’Unione Europea, emessa come una moneta fiat e non su richiesta dei mercati.
    2 – L’abolizione del pareggio di bilancio, e di tutte gli assurdi vincoli economici neoliberisti.
    3 – L’attuazione immediata di Programmi di Lavoro Garantito tramite spesa a deficit della BCE.

    Se la Commissione Europea non accetterà di rispettare gli stessi trattati UE che pongono la Piena Occupazione come obiettivo, Democrazia Verde provvederà immediatamente all’uscita dall’eurozona e dalla stessa Unione Europea, e alla creazione dei programmi di Lavoro Garantito sul suolo italiano.

    In questo caso ogni partito anti-euro si presenta con il suo Programma, e tra i vari punti, l’uscita dall’euro. Se questi partiti avranno la maggioranza si potrà uscire dall’euro. Mettiamo che la coalizione anti-euro raggiunga il 30%, e il M5S il 21%. Se il M5S decidesse di puntare all’uscita dall’euro l’Italia uscirebbe finalmente dall’eurozona, ma se invece continuasse con la sua idea di referendum (cosa che sicuramente farà) tutto sarà perduto.

    Proprio per questo motivo molti economisti ritengono che il M5S sia un movimento gatekeeper, cioè che ha la funzione di intercettare tutti i fastidi consentendo a chi comanda davvero di fare i comodi suoi indisturbato. In effetti, tutti gli euroscettici che voterebbero M5S, pensando che il loro voto servirebbe ad uscire dall’euro, sprecherebbero inutilmente il loro voto.

    Se invece fosse la percentuale di Democrazia Verde a fare la differenza per far raggiungere alla coalizione anti-euro la maggioranza, allora DV lascerà perdere l’Eultimatum e acconsentirà al recupero immediato della Sovranità Monetaria italiana. Noi di Democrazia Verde riteniamo che un progetto nobile, come un’Europa unita, debba essere costruito senza pesare sulla vita di innocenti. Quindi, in tal caso, l’urgenza di interrompere questo massacro economico avrebbe la priorità.