PLG - PROGRAMMA DI LAVORO GARANTITO

programma-di-lavoro-garantitoLa risorsa più grande non è il petrolio, ne l’alluminio, ne il grano, ma il lavoro: è grazie al lavoro degli italiani che l’Italia è entrata nel G7 negli anni ’70 nonostante sia partita vent’anni prima da una situazione di totale distruzione post bellica e nonostante la quasi totale mancanza di risorse naturali.

I costi diretti e indiretti della disoccupazione sono una fra le più importanti voci sul bilancio statale al quale tuttavia non corrisponde una crescita economica. Si pensi che l’odierna disoccupazione Italiana impostaci dei Trattati UE, costa al Paese, secondo l’autorevole Teorema di Okun, almeno 300 miliardi di euro all’anno di produzione perdutaUna enormità.

I fondi che invece l’Italia di oggi dedica a tamponare questa catastrofe potrebbero benissimo essere indirizzati, assieme ad altri fondi di governo, in un programma di lavoro garantito atto a realizzare e mantenere un livello di disoccupazione prossimo allo zero per cento.

In questo modo tale spesa invece che essere infruttuosa andrebbe a finanziare la crescita economica e fornirebbe una garanzia di salario per ogni cittadino con una evidente innumerevole quantità di benefici.

La differenza fondamentale fra il Programma di Lavoro Garantito proposto da DV e i tanto chiacchierati ‘redditi di cittadinanza’ è che primo, il Programma di Lavoro Garantito, impiega il 100% dei disoccupati i quali PRODURRANNO ECONOMIA REALE, al contrario dei ‘redditi di cittadinanza’ che non creano lavoro, e secondo questi ultimi sono pochi spiccioli che non producono nulla di materiale o di servizi, e rischiano anzi di aumentare l’inflazione (soldi dati senza una equivalente produzione di beni). 

Con
 il Programma di Lavoro Garantito lo Stato non entrerà in competizione con i privati ma:
1) stabilirà il livello minimo salariale
2) assumerà di più nei periodi di crisi, ovvero quando le aziende falliscono, e favorirà invece il passaggio dei lavoratori verso il settore privato, ma mano che l’economia ricresce grazie alla produzione e spesa nell’economia dei neo-impiegati dallo Stato. 
3) Gli impiegati nel PLG verranno convogliati preferibilmente verso settori che non entrino in competizione con il settore privato come il no profit e l’economia green.

Inoltre considerando il livello di automazione raggiunto in determinati settori produttivi, come la metalmeccanica, gli impiegati del PLG verranno convogliati anche verso il settore dei servizi che tra l’altro è uno dei più importanti indici di qualità della vita.

Il PLG farà sì che il mercato di lavoro italiano arrivi ai primi posti nel mondo tra quelli più sicuri per gli investitori, come ad esempio è stato per la Finlandia che prima dell’euro per decenni è stata sul podio grazie proprio all’alto livello di Stato Sociale e investimenti pubblici.

Si ricorda ai non esperti che la legge primaria dell’investitore internazionale è il denaro va là dove cresce l’occupazione”, come testimoniato dai maggiori studi finanziari del mondo.