“Stampare” moneta non crea Inflazione

di John T. Harvey

E’ saggezza popolare che stampare più moneta crei inflazione. Ed ecco perché oggigiorno vediamo così tante avvertenze di come i Quantitative Easing I e II ed il deficit del governo federale stiano per mandare  i prezzi alle stelle. L’unico problema è che tutto questo non è vero. Questo non è il modo in cui lavora l’inflazione. Quindi, ecco ancora un altro fra i vari falsi allarmi che vengono sollevati (insieme alla necessità di avere il budget in pareggio) e che ci trattiene dal fare quello di cui abbiamo bisogno per uscire dalla peggiore recessione dopo la Grande Depressione.

Spiegare l’inflazione sarebbe molto più semplice se non fosse necessario spendere prima altrettanto tempo a sfatare i luoghi comuni popolari. Purtroppo cosí va fatto. E lasciatemi iniziare dall’idea che “crescita della moneta è inflazione”. Questa è basata sull’equazione di scambio:

MV = Py

dove M è uguale all’offerta di moneta, V è la velocità della moneta (o il numero medio di volte che ogni dollaro viene speso), P è il prezzo medio delle merci e dei servizi, ed y è la quantità totale di merci e servizi venduti durante il periodo di tempo in questione. In questo modo, se vi erano 100 merci e servizi che erano venduti per $10 ognuno (in media), si avevano transazioni effettuate per un valore totale di $1.000. Laddove vi fossero 200 monete da un dollaro in quella economia, ciò avrebbe significato che ognuna di quelle monete era stata utilizzata 5 volte (da qui il fattore della “velocità” della moneta, o quanto velocemente questa venisse spesa ulteriormente).

MV = Py

200 x 5 = 10x 100

É importante sottolineare che l’equazione di cui sopra non é affatto soggetta a controversie. Nessun economista è in disaccordo con l’equazione base MV = Py. La polemica sorge quando vengono fatte assunzioni aggiuntive relativamente alla natura delle singole variabili. Per esempio, questo é cio che viene stabilito di solito quando si parla di “crescita della moneta è inflazione”:

M: quello che è moneta è facilmente definito ed identificato e solo la Banca Centrale può influenzare la sua offerta, che essa può realizzare con autonomia e precisione.

V: la velocità della moneta è legata alle abitudini della gente ed alla struttura del sistema finanziario. Essa è dunque relativamente costante.

P: l’economia è cosi competitiva che né le aziende né i lavoratori sono liberi di modificare quello che chiedono in cambio di bene e servizi  e questo senza che ci sia stato (prima, NDT) un cambiamento delle forze che guidano l’offerta e la domanda nei loro mercati.

y: l’economia automaticamente tende verso il pieno impiego e così y (il volume esistente di merci e servizi) è grande quanto può esserlo in ogni dato momento (benché esso cresca nel tempo).

Ora, lasciatemi fare un esempio, basandoci sull’esempio matematico precedente:

MV = Py

200x 5 = 10 x 100

Consideriamo le assunzioni fatte per ciascuna variabile. P non può cambiare da sola, y è già piú grande possibile date le tecnologie e risorse correnti, e V è costante. Solo M può cambiare a breve termine e questo perciò deve logicamente essere il punto di partenza di ogni fluttuazione che introduciamo.

Inoltre, in accordo con le nostre supposizioni, la Banca Centrale ha il potere (per esempio) di raddoppiare l’offerta di moneta a volontà. Nell’esempio di Milton Friedman contenuto nel “The Optimum Quantity of Money” viene utilizzato un elicottero per realizzare tutto questo.

Ora cosa accade?

MV = Py

400 x 5 = 10 x 100

Qui, vi è chiaramente un problema che può essere risolto in uno di tre modi diversi (assumendo che non possiamo riportare M a 200): 1) y potrebbe salire a 200, ma naturalmente questo non può accadere perché è già al suo massimo; 2) V potrebbe scendere a 2,5, ma essa è costante (qualcosa che Friedman si prende molta cura di enfatizzare nell’articolo originale); o 3) P potrebbe crescere a 20. Naturalmente l’ipotesi che si concretizza agli occhi coloro che propugnano il concetto di “crescita della moneta è inflazione” è la terza.

MV = Py

400 x 5 = 20 x 100

Uguaglianza ancora verificata!

Lasciatemi enfatizzare nuovamente perché questo è l’unico risultato logico. Noi abbiamo presunto  che y e V sono costanti. Friedman dice che y è costante al livello associato con il naturale tasso di disoccupazione, mentre V è indirettamente legato alla domanda di moneta degli operatori. Quando la gente vuole possedere più moneta, V, il tasso (N.T. tasso inteso come velocità) di spesa della moneta, naturalmente diminuisce, e viceversa. Ma, Friedman specifica ulteriormente che V è relativamente costante e dunque cosí sará anche la domanda di moneta. In questo modo, quando la banca centrale ha aumentato la fornitura di moneta da 200 a 400, la gente si è ritrovata a possedere più moneta di quella che desiderava avere nel suo portafoglio. La Fed ha creato una situazione per cui l’offerta di moneta (recentemente aumentata) supera la domanda (che è rimasta al livello originale). Il risultato è stato che la gente, sempre secondo l’idea che “crescita della moneta è inflazione”, si liberava dell’eccesso di moneta spendendola. Essi speravano di poter acquistare più merci e servizi ma poiché, in aggregato, questo surplus in realtà non esiste, essi possono solo aumentare i prezzi: la crescita di moneta conduce dunque all’inflazione.

Questa é l’idea standard. Ed è perfetta per introdurre un corso di livello medio o anche intermedio di macro economia, ed io l’ho usato molto volte (l’ultima delle quali appunto, proprio questa settimana nel mio corso estivo). Ma il problema è che appena il corso è finito, la gente ricorda solo questo:

l’incremento di M equivale a un incremento di P

Quello che non ricordano sono tutte le congetture fatte per arrivare a questo risultato! E non solo queste sono in qualche modo discutibili, esse sono assolutamente incongruenti con altre lezioni che facciamo durante lo stesso corso.

Prendiamo per esempio y. Uno deve solo guardare fuori dalla finestra per vedere che correntemente non siamo al pieno impiego e perciò non siamo al massimo livello di occupazione. Quindi, dato il seguente scenario:

MV = Py

400 x 5 = 10 x 100

non vi è alcuna ragione che questo non conduca ad un aumento di y come mostrato sotto in quanto coloro che spendono la loro “moneta in eccesso” spingono in realtá le industrie ad aumentare i loro output cosí da soddisfare la nuova domanda:

MV = Py

400 x 5 = 10 x 200

Questo, naturalmente, è l’obbiettivo della spesa a deficit del governo che così tante persone economicamente ignoranti stanno tentando di fermare recentemente.

In aggiunta, vi è un grande accordo sull’evidenza che la velocità della moneta NON è costante. Come ci si può aspettare, questa tende a declinare durante i periodi di recessione quando la gente tenta invece di trattenere la moneta che ha. Così, assumendo che la Banca Centrale si impegna nella politica citata durante tali periodi (come lo vediamo oggi), il risultato finale può essere questo;

MV = Py

400 x 2,5 = 10 x 100

Oppure potrebbe comportare una qualche combinazione di crescita di y e caduta di V cosa che potrebbe avere perfettamente senso da un punto di vista economico. Bisognerá notare come nel processo di rendere le congetture iniziali più aderenti alla realtá, è stata messa decisamente in discussione la certezza che una crescita di M conduca necessariamente ad una crescita di P, in particolar modo durante una recessione economica.

Ma non è ancora arrivato il peggio. In realtà vi è un problema molto più fondamentale nel ragionamento “crescita della moneta è inflazione”. Richiamiamo l’assunzione originale per M:

M: Quello che è moneta è facilmente definito ed identificato e solo la Banca Centrale può modificare la sua fornitura, che può realizzare con autonomia e precisione.

Cos’è la “moneta” in un sistema finanziario moderno basato sul credito? E’ ció che hai in tasca, gli 1 e gli zero del sistema binario che regola le voci informatiche del tuo conto in banca, i saldi disponibili sulla vostra carta di credito, il vostro conto corrente, il vostro libretto di risparmio? In pratica, questa domanda è così difficile da rispondere che gli economisti in realtà offrono numerose possibili definizioni! Basti dire che per gli scopi attuali, l’idea che possiamo precisamente identificare la corrente “fornitura di moneta” nella nostra economia è alquanto incerta. Questo di per sè causa problemi quando svolgiamo l’equazione precedente.

A rendere la situazione ancora piú complessa ci pensa il settore finanziario, creando e distruggendo moneta senza l’azione diretta della Banca Centrale. Ogni volta che viene concesso un prestito, l’offerta di moneta si incrementa. La banca crea moneta dal nulla, e lo fa usando di fatto solo una frazione del totale necessario detenuto obbligatoriamente in cassaforte come riserva. E quando il prestito viene ripagato o si va incontro a default o l’offerta di moneta si contrae. Ed è cosí che il settore privato detiene di fatto gran parte del controllo su M.

Ma forse il vero colpo di grazia che viene dalla credenza che “la crescita della moneta è inflazione” è il seguente: il fenomeno che Milton Friedman identifica come punto chiave dell’intero processo, ovvero l’eccesso di offerta di moneta rispetto alla domanda di moneta, non può accadere nella vita reale. Ed è ironico come sia di nuovo qualcosa che viene spiegato nelle introduzioni alle lezioni di macro economia che lo rende evidente. Come fa la Federal Reserve ad incrementare l’offerta di moneta? Ricordate che Friedman ha veramente utilizzato un elicottero per rendere calzante l’esempio; ha dovuto, perché non c’era altro modo per farlo funzionare. Non solo si presta come utile strumento di semplificazione, ma era cruciale perché consente ipoteticamente alla Banca Centrale di aumentare l’offerta di moneta a dispetto delle necessità del pubblico. Ad ogni modo, nel mondo reale ció non può accadere in quanto gli attuali meccanismi disponibili prevedono l’acquisto da parte della Fed del debito governativo detenuto dal pubblico stesso, prestiti della Fed alle banche attraverso la finestra di sconto, oppure la regolazione, da parte della Fed, dei requisiti imposti sulle riserve in modo da permette alle banche di concedere più prestiti detenendo lo stesso volume di depositi. Tutte queste misure possono far crescere M, ma nessuna di esse può verificarsi senza la cosciente e volontaria cooperazione degli agenti del settore privato. Non potete forzare nessuno a vendere Treasury Bill in cambio di nuova moneta; non potete forzare una banca privata ad accettare prestiti dalla Fed; e le banche private non possono forzare i loro clienti ad accettare prestiti. Fornire moneta è come fornire tagli di capelli: non potete farlo a meno che esista una corrispondente domanda.

Infine, il punto è che l’idea “ la crescita della moneta è inflazione” ha senso solo in un universo parallelo dove tutte quelle assunzioni relative alla variabili riescono a tenere, ma non qui, non oggi, non negli Stati Uniti d’America nel 2011. Non funziona cosí. Ed è una dannata vergogna, lo so, perché è così semplice ed intuitivo appellarvisi e questo renderebbe il controllo dell’inflazione veramente semplice.

Ma, se vogliamo sviluppare politiche davvero utili, abbiamo bisogno di un modello meglio confezionato e su misura di come il sistema finanziario moderno realmente opera.

Non vi è ragione di buttare il bambino con l’acqua sporca, così manteniamo l’equazione. Comunque, non abbiamo bisogno di nuove assunzioni rispetto a M,V,P ed y:

M: una precisa definizione ed identificazione di moneta è elusiva in un’economia moderna basata sul credito, ed il suo volume può cambiare sia con o senza il diretto intervento della Banca Centrale. In aggiunta, le autorità monetarie non possono incrementare la fornitura di moneta senza la cooperazione del settore privato. Poiché le banche centrali fissano gli intervalli di interesse (il prezzo di possedere contanti) piuttosto che la quantità di moneta, queste tendono semplicemente ad aggiustare la domanda dalla parte delle banche. Quando le banche private comunicano che hanno bisogno di più riserve per prestiti ed offrono debiti governativi alla Fed, la Fed li acquista. È il settore privato che è seduto al posto del conducente in questo ambito, non la Banca Centrale. L’impatto della Banca Centrale è indiretto ed ampiamente dipendente da quello che il resto dell’economia è disposto a fare (questo, incidentalmente, è il motivo perché tutta la moneta QE e QE II è proprio seduta nei forzieri delle banche).

V: La velocità della moneta, in realtà, è vincolata al comportamento delle persone ed alla struttura del sistema finanziario, ma vi sono percorsi distinguibili. Questa non è costante anche nel breve termine.

P: Benché  sia vero che i fattori simili ai colli di bottiglia produttivi possono essere una sorgente di movimenti di prezzo, l’economia non è così competitiva da non esserci aziende o lavoratori che siano capaci di manipolare i prezzi e i salari che applicano. Il più importante episodio inflazionistico nella storia recente è stato il risultato diretto di un cartello, ad esempio l’OPEC, che ha mostrato i muscoli. Anche una bolla dei prezzi degli asset può causare un incremento dei prezzi (come accade di questi tempi). La chiave, in questo caso, comunque, è che P può essere il fattore iniziale, infatti, deve essere questo, perché M non può esserlo.

y: L’economia può e giunge a stabilizzarsi ad un livello inferiore rispetto al pieno impiego. In questo modo, mentre è possibile per y quando è al suo massimo, questo quasi certamente non può accadere.

Possono essere descritti un certo numero di scenari basati su queste alternative più realistiche e può essere scrupoloso analizzarli tutti. Sfortunatamente, come ho suggerito sopra, il grosso problema con questo argomento è che richiede molto tempo proprio per scartare il punto di vista popolare. Così, eviterò la tentazione di scrivere un libro ed offrirò solo un esempio veloce (forse in un futuro post potremo andare oltre con qualche interessante possibilità).

Come ho già menzionato, il più importante episodio inflazionistico nella storia posteriore alla seconda guerra mondiale si è avuto durante gli anni 70 sino ai primi anni 80. Dal 1968 al 1972, l’inflazione dei prezzi al consumo è stata in media del 4,6%. Per tutto il decennio successivo è stata del 7,5%. Cos’era accaduto? Cosa ha causato questa improvvisa e drammatica accelerazione dei prezzi? La Fed aveva accidentalmente stampato troppa moneta? Come ho già spiegato, questo non può accadere – voi semplicemente non potete incrementare l’offerta di moneta sopra la domanda. M è cresciuta, comunque, e largamente proporzionalmente all’incremento di P. Questa è un storia molto più realistica di quegli eventi.

Non appena il prezzo del petrolio è salito al cielo, così sono saliti i costi di produzione per molte e molte attività produttive degli US. Poiché vi è un ritardo fra l’acquisto di materie prime e la vendita di prodotti, molte aziende hanno dovuto prendere in prestito moneta (capitale circolante) per superare il divario. Non appena l’effetto oscillatorio dell’incremento dei prezzi dell’OPEC si è mosso attraverso l’economia, la domanda di contanti per queste attività economiche è cresciuta. Abbastanza ragionevolmente, le banche private e la Fed hanno fatto quello che hanno potuto per accogliere questa domanda. Queste erano giuste richieste da parte degli imprenditori US. I prestiti furono aumentati ed il debito governativo venduto dal settore privato alla Banca Centrale. Questo incrementò la fornitura di moneta.

Perciò, l’incremento dei prezzi conduce ad un incremento dell’offerta di moneta e non viceversa. QE, QE II, ed il deficit del governo federale non possono da soli creare inflazione.

E questo è il modo in cui le cose funzionano, almeno sino a quando la Fed inizierà ad usare gli elicotteri per la politica monetaria.