In Italia la percentuale di copertura dei costi dei mezzi pubblici con ricavi tariffari supera di poco il 30%, contro una media europea di oltre il 50%. Il problema è dovuto sopratutto dal “free ridingovvero il caso in cui i passeggeri non pagano il biglietto, situazione che si verifica quasi sempre in orari marginali (di sera, di notte) ma molto spesso anche nel bel mezzo della giornata.

Tutti arrivano a capire che se i mezzi di trasporto pubblici fossero utilizzati di più l’auto privata sarebbe utilizzata di meno, comportando quindi un’enorme diminuzione di costi e problemi riguardanti inquinamento atmosferico, inquinamento acustico, congestione del traffico, incidenti stradali e costi sanitari connessi, emissione di gas serra (principale responsabile del surriscaldamento globale del pianeta) eppure molti continuano a preferire un proprio mezzo.

Proprio per questi motivi spesso si cerca di incrementare l’utilizzo dei mezzi pubblici diminuendo il costo dei biglietti e alzando il prezzo dei parcheggi per le auto, eppure questo non basta. Applicare un servizio di trasporti gratuito risolverebbe gradualmente la cosa, e come cosa non poi così lontana dalla realtà.

In paesi come l’Australia il dibattito per questo tipo di servizio è molto vivo ed in Italia esistono già dei luoghi che offrono un servizio di trasporto gratuito, come nel comune di Troia, in provincia di Foggia. Il costo per rendere gratuito il trasporto pubblico in Italia sarebbe compreso tra 1 e 2 miliardi di euro, una cifra recuperabile considerato i costi che andremmo ad evitare in futuro e destinando al progetto una parte del sovra-gettito derivante dall’aumento del prezzo dei carburanti.

Infine c’è da dire che vedere il Bus come un servizio che ci appartiene comporterebbe molti vantaggi anche sul piano sociale: minore traffico, bus più pieni anche di sera e maggiore senso di sicurezza. Insomma, un nuovo modo, più in sintonia non solo con l’ambiente ma anche con le altre persone, di vivere la nostra città.