Utilizzare le frequenze liberate dal digitale terrestre per l’internet gratuito

Dopo il passaggio al digitale terrestre molte frequenze radio (fra i 750 e gli 850 MHz circa) sono rimaste inutilizzate diventando così disponibili per portare internet a banda larga con su un’area più estesa, in particolare nelle zone difficili da raggiungere con gli attuali sistemi di telecomunicazione utilizati (come le montagne).
Un ambito di applicazione su cui si è pronunciata il 20 settembre anche la Commissione Europea, fissando il 2013 come termine ultimo per la definizione di regole per l’uso efficiente delle frequenze libere (dette white spaces).

Per quanto riguarda i vantaggi che ne verrebbero, la Commissione stima che se le frequenze liberate fossero l’80%, basterebbe una quota del 20% per assicurare le forniture di servizi a banda larga. Inoltre, l’infrastruttura necessaria per assicurare la copertura della banda larga mobile utilizzando le frequenze a 800 mhz costerà all’incirca il 70% in meno rispetto alle frequenze utilizzate attualmente per la tecnologia mobile 3G-Umts.

“I minori costi derivanti dal dispiegamento di queste reti spingeranno gli operatori ad investire di più, con l’effetto di aumentare la copertura geografica dei servizi a banda larga senza fili”, nota l’esecutivo Ue in un comunicato in cui la Commissione auspica “che gli stati membri agiscano in fretta, perché una gestione coordinata dello spettro potrebbe dare all’economia dell’Ue un impulso economico pari a 44 miliardi di euro e contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di fornire la banda a larga ad alta velocità a tutti entro la fine del 2013”.

In Italia già il politecnico di Torino ha cominciato a sfruttare alcune frequenze libere concesse da Rete Capri per portare il wi-pie (programma regionale di diffusione della banda larga) in Val di Viù in Piemonte:

http://www.ecoditorino.org/internet-a-band…li-di-lanzo.htm