Se sei ambientalista riteniamo che tu debba sapere che il partito “Verdi”, in corsa alle elezioni per le europee 2019, non ha alcun interesse a salvaguardare l’ambiente, e se hai cinque minuti in questo articolo ti spiegheremo perché ne abbiamo avuta la prova.


Democrazia Verde è un movimento politico per i diritti umani, animali e per l’ambiente. E’ stato fondato nel 2015 dall’attivista Nicolas Micheletti. Quest’anno il nostro Presidente ha ricevuto un’offerta di candidatura per le europee dalla Federazione dei Verdi.

Dopo questa offerta, il Direttivo si è riunito per decidere, e la scelta non è stata facile. Da una parte abbiamo temuto di schierarci con qualcuno che in passato ha fatto più volte alleanze discutibili, dall’altra, Democrazia Verde è sempre stata favorevole ad unire le forze ecologiste, unione ancor più necessaria dopo le ultime osservazioni climatiche, in special modo con la recente conferma dell’IPCC secondo il quale abbiamo circa 10 anni prima prima di un punto di non ritorno climatico.

Per questo motivo, confrontandosi con i vari responsabili, il Direttivo ha deciso infine di accettare l’offerta, anche basandoci sul fatto che, leggendo sulla carta il loro statuto e le loro idee, c’erano apparentemente diverse cose condivisibili con quelli che sono i nostri obiettivi.

Così Micheletti ha accettato la candidatura, e il 10 aprile 2019 è stato approvato tra i candidati per le europee, nella lista della circoscrizione centrale. Nei giorni successivi sono state svolte tutte le pratiche necessarie, presentando tutti i documenti dovuti, come il certificato penale, il certificato di iscrizione nelle liste elettorali, le marche da bollo, etctera. 

Tutto è andato regolare fino al giorno della consegna delle liste, il 16 aprile 2019, quando siamo stati informati che Nicolas Micheletti era stato improvvisamente espulso dai candidati.

Il motivo dell’espulsione? Due sono le accuse rivolte al nostro Presidente, e di fatto anche al nostro intero movimento. Due accuse che non stanno né in cielo né in terra. Nicolas Micheletti, presidente e fondatore di Democrazia Verde, sarebbe in realtà un fascista e un maschilista.

Per capire quanto sia falsa la prima accusa basta cercare gli articoli sul blog di Micheletti dove critica apertamente sia il fascismo che il razzismo. Per quanto riguarda la seconda basterebbe vedere che tra gli obiettivi del nostro movimento c’è la parità di genere. Inoltre Nicolas Micheletti ha partecipato spesso a manifestazioni femministe, come questa lanciata dall’attrice inglese Emma Watson nel 2014, chiamata #HeForShe.

http://narrazionidifferenti.altervista.org/un-nuovo-maschile-per-educare-alle-differenze/?fbclid=IwAR2l77x1_iGv9u-6pd9L-QuF2ug_xGDaJ53eON9WkOLwZ9IZQ2l9EVSaEPE

 

Allora perché è stato espulso? Secondo noi il vero motivo in realtà è un altro, ed è puramente strategico. I Verdi da sempre sono stati un partito che pratica greenwashing. Il greenwashing è la strumentalizzazione delle tematiche ecologiste per un vantaggio personale, che può essere vendere un prodotto o accaparrarsi voti.

Ai Verdi non interessa niente dell’ambiente in sé, semplicemente offrono un’opzione assente nel panorama politico, così da poter prendere i voti di tutte le persone che si considerano ambientaliste o ecologiste, e che sono interessate a tematiche come l’inquinamento o il surriscaldamento globale.

Ma questi voti servono in realtà a mettere sul seggiolone questo gruppo di amici, che nemmeno è disposto a smettere di mangiare carne per inquinare meno. Quando il Presidente Nicolas Micheletti aveva dichiarato ad alcuni di loro di aver smesso di mangiare carne per l’ambiente gli avevano riso in faccia. Questo ci aveva lasciato perplessi e confusi, ma adesso capiamo il perché.

I Verdi sono nella lista Europa Verde insieme al partito Possibile di Civati, e sembra che sia stato proprio questo partito ad aver dato l’ordine dell’espulsione. Forse Civati o chi per lui ha temuto che se Europa Verde fosse riuscita a ottenere qualche seggio, se lo potrebbe aver aggiudicato Nicolas Micheletti in base al numero di preferenze. Questa è un’ipotesi plausibile si si mette a confronto ad esempio le fanpage degli altri candidati centrali dei Verdi con quella del nostro presidente.

E ne mancano altri cinque senza pagina. Certo, non stiamo dicendo che i fan sui social corrispondano per forza ai voti, ma riteniamo legittimo pensare che la cosa abbia potuto preoccupare i piani alti.

I Verdi hanno preferito prendere meno voti, ma cercando di assicurare un seggio ai loro amici, che prenderne di più, con il rischio che andasse ad uno che non fosse direttamente manipolabile. Ma un partito che ragiona in questo modo, è davvero interessato a salvare il pianeta dal surriscaldamento globale? Un partito come questo, strumentalizzando un tema importantissimo come il cambiamento climatico per piazzare sulle poltrone i loro amici, non sta commettendo un crimine contro l’umanità?

L’ecologia è una cosa seria, e dev’essere portata avanti da persone serie, e non da persone che vogliono usare questi temi per tornaconto personale. Concludiamo mettendo in chiaro che ci sono molte persone in gamba e sinceramente interessate ai temi ambientali all’interno di questo partito, ma a quanto dimostrano i fatti queste non sono candidate o nei ruoli di comando.

Per questo motivo, troviamo che sia giusto invitarti a informare i tuoi amici interessati a queste tematiche di non buttare il loro voto questo 26 maggio, votando una lista di persone che espelle gli scomodi con l’accusa di fascismo, di fatto usando metodi fascisti, un partito che l’unico verde che gli interessa è quello dei soldi. 

 

– Consiglio Direttivo di Democrazia Verde

Immagine realizzata dal filosofo Guido Giacomo Gattai per il pezzo intitolato: “IL PARTITO DEI VERDI E’ NERO“.