In vista delle prossime elezioni europee del 26 maggio 2019, Democrazia Verde ha deciso di sostenere la candidatura del Partito Animalista Italiano (PAI) dell’avvocato Cristiano Ceriello, con il quale condivide pienamente le tematiche animaliste, ambientali e sociali portate avanti da questo partito emergente.

Il Partito Animalista Italiano è completamente indipendente da altre forze politiche, di destra e di sinistra. Il PAI fa parte del gruppo “Animal Politics EU“, costituito nel 2019 da Marianne Thieme in collaborazione con vari partiti animalisti europei. Attualmente conta due rappresentanti nell’europarlamento, Anja Hazekampdel Partito per gli Animali olandese, e Stefan Eckdel Partito per l’Umanità, l’Ambiente e la Protezione degli Animali. Allo stato attuale delle cose i membri di questo gruppo sono i seguenti:

Oltre all’appoggio di Democrazia Verde, a sostenere il PAI è sceso in campo anche il Partito Animalista Europeo di Stefano Fuccelli. Il programma mette al centro i seguenti punti:

– Innalzare lo stato morale e legale degli animali
– Migliorare il benessere degli animali negli allevamenti ed assicurare un vero rafforzamento della legislazione sul benessere animale tramite tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea
– Porre fine al crudele trasporto a lunga distanza di animali vivi, dentro e fuori l’Unione Europea
– Fermare la pesca intensiva, dentro e fuori le acque Europee
– Porre fine alla sperimentazione animale con obiettivi immediati di riduzione e sostituzione, combinati con incentivi ai metodi alternativi di sperimentazione
– Interrompere le deroghe di legge ed i sussidi per le cosìddette tradizioni culturali e religiose che comportano crudeltà sugli animali, come la corrida ed i combattimenti con i tori, la macellazione senza stordimento e la produzione di foie gras
– Combattere il commercio illegale di animali domestici nella Unione Europea e fermare il trattamento barbaro di cani e gatti randagi in Europa
– Vietare la caccia e proibire l’importazione di trofei di animali selvatici
– Chiudere tutti gli allevamenti di animali da pelliccia in Europa e vietare l’importazione di pellicce da Stati terzi
– Mettere fuori mercato i pesticidi pericolosi e sostanze chimiche dannose
– Contrastare il cambiamento climatico supportando il passaggio verso uno stile di vita basato sui vegetali, migliorando il tasso di co2 per le industrie e aumentare gli sforzi per realizzare il completo passaggio alle energie rinnovabili
– Realizzare un efficiente, affidabile ed accessibile trasporto pubblico, come alternativa ai viaggi aerei

Per un visione più dettagliata si può scaricare da qui il programma.

L’obiettivo da raggiungere è il 4%, non facile certo, ma questa è un’occasione che il mondo animalista non può assolutamente sprecare, e i motivi, spiegati nel modo più semplice possibile, sono i seguenti:

– se il PAI riuscisse a piazzare almeno un eurodeputato, la coalizione animalista internazionale “Animal Politics EU” si rafforza potendo contare anche su energie italiane.
– con almeno un eurodeputato, il PAI potrebbe presentarsi all’elezioni del Parlamento Italiano senza dover raccogliere le firme, una quantità infinita di firme messa proprio per contrastare l’entrata di nuovi partiti in politica.

Nessun partito che si è presentato a queste europee infatti ha fatto l’impossibile raccolta firme. Il metodo per saltare questa raccolta qual è? E’ farsi prestare un simbolo da un partito già dentro le istituzioni. Questo significa che per candidarsi al Parlamento Italiano, il PAI dovrebbe farsi prestare il simbolo da qualche partito di destra o sinistra, e ciò significherebbe schierarsi.

Invece per queste elezioni europee il PAI si è fatto prestare il simbolo dal Partito Animalista Olandese e il Partito Animalista Tedesco, così da potersi candidare senza doversi schierare e mantenendo la sua indipendenza. Come detto, se il PAI riuscirà ad entrare nel Parlamento Europeo potrà candidarsi al Parlamento italiano senza fare la raccolta firme, e quindi mantenendo la sua indipendenza.

Nel peggiore dei casi, anche se non si riuscisse a raggiungere il 4%, con l’1% dei voti si avrebbe comunque accesso ai rimborsi elettorali, che permetterebbero al PAI di organizzare una struttura solida sul territorio, aprire sedi e organizzare eventi. 

Per fare questo per il PAI ha bisogno il supporto di tutti noi. Se decidi di aiutarci in questa avventura è importantissimo informare amici, parenti, colleghi di votare il Partito Animalista Italiano. Uniti possiamo farcela.

Per un mondo migliore, per tutti.

 

Nicolas Micheletti,
Presidente di Democrazia Verde.